Muore a 46 anni, si era ammalato di Covid

Massimo Miccoli, già provato da una lunga malattia, aveva contratto il virus a dicembre. Lavorava in una ditta di ascensori
MONTESILVANO. Due città, Montesilvano e Francavilla, piangono la prematura scomparsa di Massimo Miccoli, 46 anni, tra le vittime più giovani con Covid, morto nel fine settimana all’ospedale di Pescara dove era ricoverato in gravi condizioni.
Il suo fisico, già fortemente provato da una brutta malattia che da qualche anno lo aveva colpito, non ha retto all’urto del virus al quale era risultato positivo a metà dicembre, come lo stesso Miccoli aveva reso noto sulla sua pagina di Facebook.
Un profilo dove l’uomo aveva mostrato con coraggio anche le fasi più dure della sua malattia, con selfie e post che alternava a contenuti che oggi rivelano alcune sue passioni come il buon cibo, i cartoni animati, i fumetti, i videogiochi e le arti marziali, tra cui il Kali, sport che aveva praticato in passato. Miccoli, originario di Francavilla, da diversi anni si era trasferito a Montesilvano, dove viveva in via Giovi, traversa di via Vestina, e dove, prima che la malattia glielo impedisse, lavorava per un’azienda di ascensori.
A piangere la scomparsa del 46enne sono i fratelli Nicola, Vincenzo, Mirella e Mario, i cognati Dolores, Marisa, Alfredo e Luciana, i nipoti, i parenti e i tanti amici che l’uomo aveva nelle due città della costa abruzzese e che in queste ore stanno lasciando molti messaggi sulla sua pagina Facebook. «Ciao Massimo», scrive un ex collega di lavoro del 46enne, «quello che mi è rimasto impresso è la tua bontà e l'essere un pacioccone super goloso. Mi dispiace non averti più tra noi, ma con il tuo modo di fare pacato hai lasciato in ognuno di noi un segno indelebile della tua amicizia». A lasciare un commento commosso anche uno degli istruttori di arti marziali che Miccoli aveva frequentato e che, pubblicando una foto di un momento sorridente insieme, scrive «ci siamo conosciuti in palestra, hai frequentato il mio corso di Kali, da lì è nata una bella amicizia e ora nell'apprendere la notizia mi viene da piangere. Spero tu possa riposare in pace amico mio». Tra i ricordi e i messaggi di addio, quelli degli amici di una vita, «eri un amico vero, un uomo buono e generoso e lo hai dimostrato nelle sofferenze», ma anche delle persone incontrate giocando online «compagno di battaglie e risate su Battlefield 4, anche se non ti ho conosciuto di presenza per me eri un grande», o durante il suo calvario alle prese con la tremenda malattia «ci siamo conosciuti un anno fa a Pescara in ospedale», scrive una donna, «persona buona, educato, altruista e rispettoso, quando parlavi della tua vita lo facevi sempre con il sorriso nonostante non ci fosse da sorridere».
Una benedizione alla salma sarà impartita domani, alle 9,30, nell’obitorio dell’ospedale di Pescara al termine della quale Miccoli sarà sepolto nel cimitero di Montesilvano.
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