Muore a 48 anni e dona tutti gli organi

15 Giugno 2017

San Giovanni Teatino. Stroncato da un ictus, viveva in Lituania ed era padre di due bimbe. La famiglia: rispettata la sua volontà

SAN GIOVANNI TEATINO. Muore a 48 anni per un malore improvviso e dona cuore, reni, fegato e cornee, per restituire la speranza di una nuova vita a persone gravemente malate. Stefano Oreste Caldarelli, geometra di San Giovanni Teatino, molto conosciuto a Sambuceto, è deceduto martedì all’ospedale di Pescara, dov’era stato ricoverato nei giorni precedenti in condizioni disperate per un ictus gravissimo che non gli ha dato scampo. Quando è stata accertata la morte cerebrale, i familiari del 48enne hanno prestato il loro consenso alla donazione di organi e tessuti. Un gesto di civiltà e amore verso il prossimo che Stefano Caldarelli aveva più volte ripetuto a parenti e amici di voler compiere. Così è stato.
Trascorse le sei ore di osservazione per l’accertamento del decesso cerebrale, l’équipe dell’Unità operativa complessa di Rianimazione dell’ospedale Spirito Santo, diretta da Tullio Spina, con il medico anestesista-rianimatore Rosamaria Zocaro, coordinatore locale del Centro Trapianti Asl di Pescara, hanno dato l’ok al prelievo multiorgano, eseguito la notte scorsa. Sono stati espiantati cuore, fegato, reni e cornee. Con un Learjet 40 proveniente da Malpensa e altri aerei nel frattempo atterrati all’aeroporto d’Abruzzo gli organi di Stefano Caldarelli sono stati trasportati all’ospedale Niguarda di Milano, dove è andato il cuore, al policlinico Gemelli di Roma il fegato, al San Salvatore dell’Aquila reni e cornee. La vita di Stefano ha spiccato di nuovo il volo, oltre la morte, su quegli aerei diretti nel buio della notte verso pazienti che avevano bisogno degli organi donati per poter guarire e continuare a vivere.
L’estremo gesto di solidarietà di una persona solare, socievole, altruista, un bravo ragazzo, come lo ricordano tutti quelli che lo conoscevano, praticamente tutta Sambuceto. Da un paio d’anni, Stefano era andato a vivere in Lituania, nazione della moglie Joana. La coppia aveva due bambine ancora piccole. Un mese fa circa il 48enne era tornato a Sambuceto per trascorrere alcune settimane con la madre Iole, la sorella Simona, con gli altri parenti e gli amici di sempre.
Nei giorni scorsi, un ictus devastante lo ha colpito. Nonostante l’immediato trasporto e il ricovero in ospedale, le cure ricevute nel reparto di Rianimazione, per Stefano non c’è stato niente da fare.
Le pagine Facebook di Sambuceto sono state inondate ieri di messaggi di cordoglio per la sua prematura scomparsa. Anche il sindaco, Luciano Marinucci gli ha dedicato un post: «Stefano ci mancherà moltissimo. Un abbraccio alla sua famiglia e un pensiero a lui e alla vita che, anche in questo momento tragico, è stato in grado di donare».
I funerali si svolgeranno oggi pomeriggio, alle 16.30, nella chiesa di San Rocco.
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