Muore a 54 anni, donate le cornee «Rispettate le sue ultime volontà»

8 Novembre 2023

Espianto all’hospice “Bouganville” della Asl, gli organi trasportati alla banca degli occhi dell’Aquila La direttrice Donatella Bosco: «La sua malattia non precludeva quanto disposto prima dal paziente»

PESCARA. Con il suo ultimo atto di amore, donerà la vista a qualcuno, consentendogli di vedere il mondo con occhi generosi. Gli stessi che lo hanno animato fino agli ultimi giorni della sua vita. Lunedì mattina l'unità operativa complessa Hospice e Cure palliative, Bouganville di Pescara, diretto dalla dottoressa Donatella Bosco, ha effettuato il primo espianto di cornee. A donarle un uomo di 54 anni, sposato e con due figli. Per un tumore al pancreas era stato ricoverato per cinque settimane all’interno della struttura fino al suo ultimo respiro. Il desiderio di donare, quell’uomo lo aveva manifestato con un’ufficiale dichiarazione all’atto del rinnovo della carta d’identità, come la legge prevede, e il suo spirito altruistico lo aveva più volte messo in atto in vita come donatore Fidas. All’interno dell’hospice nelle sue ultime settimane ha rinnovato questo desiderio, che è stato assecondato poche ore dopo la sua morte. «Durante la degenza qui in hospice assistiamo i pazienti con cure palliative, ma anche con un supporto psicologico», spiega la dottoressa Bosco. «In quella fase, gli psicologi cercano di approfondire la consapevolezza della malattia dei pazienti». È un processo delicato, per accompagnare nel momento più difficile il malato e i suoi familiari, cercando di «impedire che il malato si chiuda in se stesso», dice ancora la direttrice della struttura. «Quando si riesce a trattarli in un certo modo, le persone si aprono e vivono fino all’ultimo minuto. Questo paziente aveva espresso la volontà di donare nella sua carta di identità, e ha rinnovato questo desiderio dando le sue disposizioni anticipate. La sua malattia non precludeva l’espianto di cornee a cuore fermo. Per la donazione ci sono dei parametri stabiliti dai centri trapianti a livello internazionale, ed è importante far sapere che anche i pazienti oncologici possono farlo». L’Hospice ha quinti attivato la consulenza dei medici oculisti della Asl, con il 118 per il trasporto delle cornee, e con i rianimatori. «Sono direttore della struttura dal primo settembre», dice Bosco, «ma ho un passato nella rianimazione, dove c’è la cultura della donazione. I colleghi sono venuti per spiegare tutto quello che c’era da fare, e l’espianto è avvenuto un paio di ore dopo la morte del paziente direttamente nella stanza dove aveva trascorso le sue ultime settimane. In Italia abbiamo una legge eccellente sul testamento biologico che consente a ognuno di noi di decidere i trattamenti anche in momenti in cui non può dichiararlo. In quella fase si può stabilire anche se donare o meno. È importante che questo si sappia». Le cornee sono state trasportate alla banca degli occhi all’Aquila, con cui la Asl ha una convenzione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA