Muore a 58 anni mentre si allena in bici

6 Febbraio 2017

Loreto, commercialista appassionato di ciclismo si accascia per un malore fatale. Il dolore degli amici e del sindaco. Domani i funerali

LORETO APRUTINO. Un malore improvviso durante una pedalata in bicicletta con gli amici, una delle tante della sua vita. È morto così un appassionato delle due ruote Domenico D’Amico, 58 anni, di Loreto Aprutino, molto noto per la sua attività di commercialista e per la sua militanza nel Partito democratico, oltre che nell’ambiente del ciclismo, che era il suo ambiente.

Ieri mattina D’Amico si trovava a Remartello, aveva appena salutato gli amici con cui aveva pedalato e stava per riprendere l’auto quando si è sentito poco bene. È stato soccorso nel giro di poco da una infermiera che passava di lì, nel frattempo è stato lanciato l’allarme per far intervenire il personale del 118. È stato tutto inutile perché la situazione è apparsa disperata e non è stato possibile strapparlo alla morte, nonostante il tentativo di rianimazione.

È rimasto senza parole il sindaco di Loreto, Gabriele Starinieri, medico di professione, che ieri era in servizio è ha vissuto praticamente in diretta la tragica fine di D’Amico che conosceva bene e apprezzava, anche per la sua «passione politica», al punto che il Comune lo aveva delegato come rappresentante di Loreto nella Fondazione Pescarabruzzo. Inimmaginabile una fine del genere per lui, che si sottoponeva alle prove da sforzo e usciva in bici quasi tutti i giorni, ricorda il sindaco.

«Andava in bici da una vita», commenta Vincenzo Di Giamberardino, che si allenava con D’Amico e con lui ha condiviso per un certo periodo di tempo l’esperienza del Gruppo sportivo Moscufo, la società ciclistica amatoriale di cui D’Amico faceva parte. Ieri stavo rientrando da una gara a Termoli e «Palmiro Masciarelli ha ricevuto una telefonata. Da quello che diceva ho capito che gli stavano dando una brutta notizia, e mi ha detto di Domenico». Di Giamberardino aveva sentito l’amico appena due sere fa: «Mi ha detto che stava festeggiando il compleanno della figlia, che lo aveva reso nonno da poco e quindi non sarebbe uscito con noi». La sua morte è arrivata come un fulmine a ciel sereno per tutti: i due figli, la moglie Betta, i parenti e gli amici.

«Era una persona squisita», dice ancora Di Giamberardino, «sempre tranquillo, non discuteva mai, anzi evitava qualsiasi tipo di scontro e non perdeva mai le staffe. Un uomo molto riservato. Da lui non ho mai sentito una parola fuori posto».

I funerali domani mattina, alle 10,30 a Loreto Aprutino.

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