Muore a 80 anni l’imprenditore Carlo Di Properzio

17 Gennaio 2020

Terzo dei sei figli di Sabatino, era al timone dell’edilizia di famiglia  Grande appassionato di arte, ha fondato il museo Paparella

PESCARA. Si è spento ieri, all’età di 80 anni l’imprenditore Carlo Di Properzio. Oggi alle 11 nella chiesa di Sant’Antonio da Padova si svolgono i suoi funerali, dopo la camera ardente aperta nella clinica Pierangeli dove è morto.
Nato nel giugno del 1939 a Torre de’ Passeri, Carlo era il terzo dei sei figli di Sabatino Di Properzio, dopo Lorenzo e Mario, seguito da Carmine, Maria Chiara e Anna Luisa . Dagli anni ’50 in poi, il gruppo fondato da Sabatino Di Properzio, originario proprio di Torre de’ Passeri, è cresciuto espandendosi in Abruzzo e in altre zone del Centro Italia, con un raggio d’azione che varia dal residenziale al commerciale, dall’industriale alle urbanizzazioni, e nel settore petrolifero. Negli anni in cui getta le basi dell’azienda, Sabatino Di Properzio è anche grande protagonista della vita sportiva pescarese, perché assume la carica di presidente del Pescara calcio: con alcuni soci a fine anni ’40, e da solo tra il 1954 al 1961.
Carlo è stato al timone dell’edilizia di famiglia che con la sua lungimiranza e competenza ha lasciato il segno nella città.
Le sue capacità erano tali da saper disegnare da solo quello che voleva costruire: era lui che carta e penna alla mano trovava la giusta soluzione architettonica senza tralasciare l’aspetto estetico di cui era un grande estimatore. Ai più sono note le sue passioni: l’antiquariato e l’arte tanto da diventare il fondatore del museo Paparella. Cordialità, generosità e disponibilità: l’eredità che lascia a familiari, amici e collaboratori. Più d’una zona di Pescara e dell’area metropolitana porta la firma della Di Properzio Costruzioni.
Il gruppo si è consolida con la continuità generazionale: oggi in azienda c’è Stefano, figlio di Carlo che, oltre all’impegno nella Pescara Pallanuoto come vice presidente, prosegue sulla strada paterna, mentre l’altra figlia Giulia lavora a Roma nel settore del design di gioielli, erede della vena artistica e creativa del padre. Oltre ai due figli, e ai fratelli, Di Properzio lascia la moglie Liana, la nuora Alessandra e gli amati nipoti Carlo, Ottavia e Virginia.
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