Muore durante una gara di ciclocross

Montesilvano, nonostante i soccorsi immediati l’atleta romano, 43 anni, non ce l’ha fatta. Oggi la procura decide per l’autopsia
MONTESILVANO. Stroncato a 43 anni da un infarto che lo coglie durante la gara di ciclocross. È accaduto ieri mattina al Bike Park di Montesilvano, sui terreni gestiti da Stefano Giuliani, tra via Inghilterra e corso Strasburgo, mentre era ancora in corso la quarta tappa del Gran Premio Adriatico Cross Tour, valevole per il Challenge Ciclocross Marche-Abruzzo. Oltre 120 i partecipanti alla gara divisa in varie categorie.
La vittima, Dimitri Buttarelli, proveniente da Roma e presente a Montesilvano insieme agli amici della sua squadra di ciclocross Bike Lab, grande appassionato di questo sport cui dedicava tutti i fine settimana, si è presentato ieri mattina agli organizzatori della gara in perfette condizioni di salute. E anche quando è toccato gareggiare alla sua categoria, la Open, il ciclista romano si è presentato senza problemi ai nastri di partenza. Durante la gara, era ormai circa mezzogiorno, Buttarelli è caduto. Succede spesso nelle gare di ciclocross, quando i terreni che devi attraversare nascondono numerose insidie. Dimitri Buttarelli, però, una volta in piedi non è riuscito più a riprendere la corsa. Questa scena non è sfuggita alla vicina postazione della Croce Verde, dove erano presenti due tecnici e un medico che sono intervenuti immediatamente: hanno accompagnato fuori dal percorso l’atleta in difficoltà ed è stato a questo punto che Buttarelli si è accasciato. Inizialmente il medico ha praticato il massaggio cardiaco, e nel frattempo è stato richiesto l’intervento dell’ambulanza medicalizzata del 118. Quindi si è intervenuti con il defibrillatore, e medico e tecnici della Croce Verde hanno tentato almeno 5-6 volte di rianimare il povero ciclista. Anche il medico del 118 (l’arrivo dell’ambulanza al Bike Park è stato tempestivo) ha tentato per almeno altre due-tre volte di rianimare Buttarelli con il defibrillatore. Ma le condizioni apparivano disperate e quindi si è deciso di portare subito il ciclista al pronto soccorso dell’ospedale di Pescara. Dove però è arrivato con il cuore ormai fermo.
La notizia della morte del ciclista ha raggiunto poco dopo il campo di gara, e gli organizzatori hanno immediatamente interrotto le iniziative. La tragedia si è consumata praticamente sotto gli occhi di tutti i partecipanti e di oltre 300 spettatori. Tra i testimoni del drammatico evento anche Mauro Marrone, presidente del Comitato regionale Abruzzo della Federazione ciclismo: «Lo abbiamo visto in tanti: è caduto, si è rialzato, non riusciva a ripartire. I soccorsi sono stati immediati», racconta il presidente Marrone. «Sono stati dieci minuti di speranza e di preghiera, ma purtroppo quando l’ambulanza del 118 è partita alla volta dell’ospedale si capiva già che le condizioni di quel ragazzo erano disperate. Quando abbiamo saputo del decesso, abbiamo interrotto tutte le altre gare in programma, compresa quella dei bambini».
Ai campi Giuliani sono poi intervenuti i carabinieri della Compagnia di Montesilvano, che stamattina consegneranno una relazione al magistrato di turno. È probabile che la procura stamattina decida di eseguire l’autopsia per capire cosa possa aver ucciso così rapidamente un ciclista che gareggiava anche su percorsi più impegnativi.

