Muore folgorato a 26 anni sul traliccio di media tensione

26 Settembre 2023

La vittima è un elettricista di Campli, è stato colpito da una scarica da 15mila volt

TERAMO. C’è un altro operaio che non tornerà più a casa e c’è un’ennesima inchiesta giudiziaria con il suo imminente carico di indagati che dovrà spiegare il perché.
In questo Paese che non smette di contare i morti sul lavoro tra continui richiami inascoltati (a cominciare da quelli ormai quotidiani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella) e leggi evidentemente sempre meno applicate, è un ragazzo di appena 26 anni la nuova vittima di un elenco drammaticamente sempre più lungo a fare la cronaca. Si chiamava Gianluigi Ragni, era di Campovalano di Campli: ieri mattina è stato folgorato da una scarica elettrica mentre si trovava su un traliccio di media tensione in contrada Travazzano di Valle San Giovanni, la frazione più a ovest del vasto territorio comunale di Teramo. Era dipendente di una ditta di Campli che ha in appalto per conto di e-distribuzione un’attività di manutenzione di questi impianti.
Attività in cui il giovane era impegnato ieri con un collega di lavoro, l’unico ad assistere all’incidente, che ha chiesto subito aiuto e poi si è sentito male tanto da essere accompagnato in ospedale. L’allarme è scattato tra le 13.30 e le 14 quando la chiamata è arrivata al 118 e ai vigili del fuoco, immediatamente intervenuti. Da una prima ricostruzione, tutta ancora da verificare, sembra che il giovane operaio sia stato colpito da una scarica elettrica da 15mila volt che ha lasciato una ustione sulla mano e una sul piede: per la ricognizione medica il punto di entrata e quello di uscita.
Il collega lo ha soccorso subito e, sempre secondo la prima ricostruzione di investigatori e inquirenti, lo ha portato a terra, ma per il giovane – nonostante l’intervento tempestivo degli operatori del 118 – non c’è stato nulla da fare. Sul posto, per i primi rilievi, la polizia e i tecnici del servizio prevenzione tutela lavoro della Asl con il sostituto procuratore di turno Davide Rosati che ha disposto l’immediata ricognizione cadaverica affidata al medico legale Giuseppe Sciarra che l’ha eseguita sul posto. Oggi il magistrato deciderà se disporre o meno l’autopsia. Il traliccio è stato sequestrato così come l’area sottostante e fino alla tarda serata le abitazioni della zona sono rimaste senza corrente. Obiettivo delle indagini è quello di accertare perché su quel traliccio oggetto di interventi programmati ci fosse ancora un passaggio di corrente nonostante la presenza di una squadra al lavoro. Che cosa non ha funzionato? Qualche comunicazione non è stata fatta? Sono solo alcune delle domande a cui l’inchiesta dovrà dare risposte. Ieri sono state raccolte numerose testimonianze, in tanti sono stati ascoltati negli uffici della questura nella loro veste di persone informate sui fatti. Non è da escludere che la Procura, vista proprio la complessità della ricostruzione e soprattutto dei passaggi legati al chi e al cosa non è stato fatto, possa decidere di affidare una consulenza tecnica.
Ma tutto questo è materia da codice penale e ancora una volta sarà scandito dai tempi lunghi dei procedimenti giudiziari. La vita fuori dal codice è quella dei volti devastati dei familiari del ragazzo accorsi sul luogo della tragedia, del collega di lavoro che si è sentito male, degli altri che non c’erano e che sono arrivati per cercare di capire come sia potuto accadere quello che non dovrebbe mai succedere quando si lavora: morire per un infortunio.
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