Murati tutti gli accessi del rifugio dei disperati

MONTESILVANO. Cercare di bloccare il degrado che fino a ieri ha interessato l’ex casa del custode del cimitero di Montesilvano. Con questo obiettivo i tecnici del Comune hanno provveduto ieri a...
MONTESILVANO. Cercare di bloccare il degrado che fino a ieri ha interessato l’ex casa del custode del cimitero di Montesilvano. Con questo obiettivo i tecnici del Comune hanno provveduto ieri a murare tutte le entrate, comprese le finestre, dell’edificio che sorge al confine tra via Togliatti e via Chiarini.
Un luogo abbandonato da anni e utilizzato spesso come rifugio di fortuna da stranieri, senza tetto e tossicodipendenti, con buona pace dei residenti che da tempo segnalano il problema. A presenziare ai lavori di muratura, ieri mattina, anche gli assessori Deborah Comardi e Valter Cozzi. «La casa, purtroppo», spiega quest’ultimo, «era divenuta dimora di senza tetto che hanno rotto le finestre introducendosi al suo interno. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte dei residenti preoccupati per la loro sicurezza e lo stato di degrado. Abbiamo quindi ritenuto necessario chiudere ogni ingresso, evitando dunque altre incursioni».
La speranza dell’amministrazione però è di riuscire a riqualificare l’edificio e trasformarlo in una casa famiglia, come l’assessore. «La struttura», spiega Cozzi, «si trova all’interno dell’area oggetto di un ampio progetto di riqualificazione, redatto dal settore Pianificazione e Gestione territoriale in collaborazione con l'Azienda Speciale. Abbiamo, infatti, partecipato al Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale di aree urbane degradate, con il quale il governo stanzierà a livello nazionale 200 milioni di euro. I nostri uffici hanno elaborato un articolato programma di riqualificazione e rigenerazione che riguarda l'ex casa del custode, la viabilità di via Vestina, Villa Carmine e via Chiarini».
Il progetto prevede dunque che l’ex casa del custode possa essere trasformata in una casa famiglia e che possa ospitare anche uno sportello antiviolenza a favore di minori e donne vittime di abusi e sfruttamento. La ricetta dell’amministrazione per il recupero delle aree degradate mediante finanziamenti statali prevede anche la riqualificazione di via Vestina, un centro di bike sharing per incentivare la mobilità sostenibile, la messa in sicurezza delle arterie stradale di Villa Carmine e la realizzazione di un complesso sportivo-didattico nelle vicinanza di via Verdi. Nella proposta progettuale trovano spazio anche la riqualificazione e il rilancio del centro sportivo Trisi, la realizzazione di un centro di mediazione culturale lungo via Chiarini e la rivalorizzazione dell'area ex Fea con la realizzazione di un centro di aggregazione giovanile e incubazione per le start up innovative. (a.l.)
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