«Muri rotti e spaccio nelle case popolari»

Denuncia dei residenti di Fontanelle e Rancitelli: «D’Alfonso venga a dormire sotto i soffitti cadenti»
PESCARA. I cittadini attivi di Rancitelli e Fontanelle, quelli che non abbassano la testa di fronte ai soprusi ma denunciano gli abusi perpetrati quotidianamente sotto i propri occhi, si mettono insieme per la prima volta per rivendicare la necessità di una presenza più incisiva di amministratori e forze dell’ordine nei quartieri più difficili della città e lo stanziamento di 1,5 milioni di euro di fondi regionali per la ristrutturazione delle case popolari dell’Ater. L’appello è rivolto al presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso: «Lo invitiamo a fare un giro nelle nostre periferie e a dormire una sola notte in uno dei tanti appartamenti gonfi d’acqua e di umidità, così forse si renderà conto delle condizioni disastrate in cui vivono centinaia di famiglie». Un cittadino come tanti residente in via Caduti per Servizio, Nello Raspa, presidente dell’associazione Insieme per Fontanelle e vittima negli anni scorsi di una serie di atti intimidatori, racconta di aver scritto una lettera al governatore: «Una raccomandata con ricevuta di ritorno», specifica, «sono passati 4 mesi e attendo ancora una risposta. Lui è iperattivo, va dappertutto, ma allora perché non è mai venuto a trovarci e ad ascoltare i nostri problemi? Perché all’incontro pubblico in cui c’erano 70 cittadini ad attenderlo non si è mai presentato?». «Lo vediamo sempre in tv», gli fa eco Antonella Mancinelli, una donna dai modi garbati che abita in via Lago di Borgiano, nel cosiddetto Ferro di cavallo, «vorremmo avere il piacere di ricevere una sua visita così potremmo mostrargli i calcinacci che cadono giù dal soffitto, le infiltrazioni d’acqua e le fogne che non funzionano. Ci sono persone inserite da anni nelle liste d’attesa per la casa, ma poi arrivano gli abusivi che prendono possesso degli appartamenti senza controllo e li rivendono agli zingari a 3.000/5.000 euro. Un tempo si spacciava di notte, adesso lo si fa in pieno giorno e nessuno interviene. Eppure i figli di tutta Pescara vengono a comprare la droga da noi».
In via Caduti per Servizio ai tanti problemi di delinquenza e microcriminalità si unisce la mancanza di servizi. La palestra che si sarebbe dovuta inaugurare nella primavera scorsa è in stato di abbandono: la recinzione esterna è stata abbattuta dal vento forte dei giorni scorsi, mentre i cittadini raccontano che di notte la struttura diventa un ricettacolo di senza fissa dimora che entrano dalle porte esterne lasciate aperte.
La denuncia pubblica dei cittadini di Rancitelli e Fontanelle segue la manifestazione di dicembre scorso, sotto la sede della Regione Abruzzo, in viale Bovio, perché, come raccontano, «le cose non solo non sono migliorate, nonostante le tante promesse ricevute, ma addirittura sono peggiorate». A raccogliere il malcontento è il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari anche se, specifica, «in questa storia c’è poco di politico»: «In questi due quartieri», rimarca, «è concentrata una bomba sociale che esplode nel centro cittadino e nelle altre zone della città, perché tutto ciò che si ghettizza qui poi si trasforma in furti e atti delinquenziali che si compiono altrove. Chiediamo ai pescaresi di unirsi a una battaglia che è di tutti, perché non si possono realizzare ponti e archi senza prima risolvere queste emergenze».
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