Musei, asili nido e mercati coperti: i conti del Comune non tornano

7 Febbraio 2022

I servizi dell’ente sono tutti in perdita, gli incassi non riescono mai a coprire le spese sostenute Ma la Corte dei conti spiega: «Il quadro epidemiologico ha sicuramente influito sulle gestioni»

PESCARA. Il Comune continua a gestire in perdita i servizi offerti ai cittadini. Musei, gallerie, mostre, asili nido, mercati e impianti sportivi sono, ormai da diversi anni, con i conti in rosso. E le previsioni per quest’anno non sono certo migliori rispetto al passato.
Per carità, l’amministrazione rispetta pienamente la legge per ciò che riguarda la percentuale minima del 36 per cento di copertura tra entrate e uscite. Anzi, quest’anno la copertura complessiva dovrebbe raggiungere il 37,18 per cento. Ma ogni anno se ne vanno via come un fiume in piena centinaia di migliaia di euro tra le spese per il personale, acquisti di beni e contributi vari. Se il Comune fosse un imprenditore, avrebbe già portato sicuramente i libri contabili in tribunale. Ma c’è un motivo: per mantenere costi e tariffe bassi a carico dei cittadini, l’ente ha deciso di sobbarcarsi le maggiori spese.
Il caso più eclatante è quello dei musei, gallerie e mostre. Nella delibera presentata dall’assessore al bilancio Eugenio Seccia e approvata dalla giunta, si prevedono spese per 870.817 euro, a fronte di incassi con la vendita dei biglietti per 35.000 euro. Questo significa che le entrate riusciranno a coprire appena il 4,02 per cento delle spese sostenute durante l’anno. A pesare di più sono i costi per il personale, per 228.000 euro; i contributi, per 135.000; gli ammortamenti, per 407.832; l’acquisto di beni e servizi, per 81.100.
Insomma, la casa di D’Annunzio, il museo delle Genti d’Abruzzo, l’Aurum, il museo Colonna e il museo Cascella vengono gestiti in forte perdita, probabilmente perché il numero dei visitatori non è così elevato da garantire maggiori entrate.
Va lievemente meglio, ma non di tanto, la gestione degli asili nido comunali. Le previsioni, anche per quest’anno, non sono affatto rosee. A fronte di incassi con le rette per 350.000 euro, il Comune conta di spendere ben 1.099.000 euro. Questo vuol dire che le entrate copriranno appena il 31,85 per cento le uscite.
Decisamente meno preoccupante l’andamento dei mercati. Con quelli coperti, il Comune dovrebbe incassare quest’anno 560.000 euro, a fronte di una spesa di 773.445 euro. La percentuale di copertura, quindi raggiungerà il 72,40 per cento. Sicuramente meglio il mercato ittico, dove la differenza dovrebbe essere dell’81,14 per cento.
La Corte dei conti, nella relazione inviata nei giorni scorsi al Comune, riferita al bilancio del 2020, giustifica questa gestione in perdita con la presenza del Covid. «Sulla percentuale di copertura dei servizi a domanda individuale, inferiore rispetto a quella calcolata in sede di previsione», si legge, «ha notevolmente inciso l’attuale quadro epidemiologico».