Musei civici Penne, il presidente è Grugnale

Un avvocato al vertice della Fondazione, confermata la direttrice. Il sindaco: «Recuperare il museo della moda»
PENNE. E' stato rinnovato lunedì il vertice della Fondazione Penne Musei e Archivi Onlus (Musap) di Penne. Il nuovo presidente del consiglio di amministrazione è l'avvocato Paolo Grugnale; gli altri consiglieri sono Annalisa Massimi (Comune di Penne), Loredana Di Blasio (cooperativa Cogecstre), Giuseppe Bonpensa (Fondazione PescarAbruzzo) e Rocco D'Alfonso (Regione Abruzzo). Confermata la direttrice Laura Cutilli mentre Toni Di Nino è stato indicato revisore dei conti e responsabile amministrativo. La Fondazione gestisce il polo museale cittadino e l'archivio storico: il Museo naturalistico "Nicola De Leone" (ubicato nella riserva regionale Lago di Penne), il Museo di Arte Moderna e Contemporanea (Mamec) e il Museo Archeologico "G. B. Leopardi", concesso in comodato dalla Curia vescovile. Mentre il Museo Diocesano è in fase di ristrutturazione.
«Il nostro obiettivo», ha detto il neo presidente Paolo Grugnale «è rilanciare il polo museale pennese attraverso iniziative mirate e strategiche volte a valorizzare il turismo nella nostra città. Punteremo anche a costruire un prodotto culturale di qualità», ha aggiunto Grugnale. Il primo passo della Fondazione Musap, che negli ultimi anni ha attraversato un momento di declino, è il riconoscimento della personalità giuridica per aderire a progetti nazionali e comunitari. Un altro obiettivo poi sarà l'arazzeria pennese. «E' necessario puntare sull'arazzeria pennese», ha osservato il sindaco Mario Semproni, «l'artigianato artistico di qualità deve rappresentare un veicolo di promozione della città di Penne. Abbiamo diverse scuole attive sul territorio e siamo l'unica realità in Italia dove vengono prodotti arazzi».
Nel mese di aprile dello scorso anno, inoltre, Penne è stata riconosciuta "Città degli Arazzi" dalla Regione Abruzzo con una legge regionale. L'amministrazione comunale, poi, ha lanciato un altro progetto. «Dobbiamo recuperare il museo della moda», ha annunciato Semproni. «Chiederemo all'azienda Brioni di donarci, qualora ne fosse interessata, gli abiti indossati dai personaggi del jet set internazionale come emblema dell'artigianato sartoriale pennese, abiti che inizialmente sarebbero dovuti finire nella struttura del Carmine mai aperta. Non vogliamo abbandonare questo progetto che reputiamo ancora attuale. Individueremo altri locali in collaborazione con la fondazione Musap». (red.pe.)

