Museo archeologico, lavori al via in autunno

25 Agosto 2023

PESCARA. Il campo Rampigna diventerà un museo archeologico che custodirà reperti di 2400 anni fa. Tra questi, lo scheletro di una donna di Ostia Aterni risalente a 1.600 anni fa, ma anche preziose...

PESCARA. Il campo Rampigna diventerà un museo archeologico che custodirà reperti di 2400 anni fa. Tra questi, lo scheletro di una donna di Ostia Aterni risalente a 1.600 anni fa, ma anche preziose anfore e antichi pezzi di vassoio, rinvenuti nel giugno 2020. L’annuncio arriva dal sindaco Carlo Masci che nei giorni scorsi ha consegnato le chiavi dell’ex impianto sportivo tra via Caduta del Forte, via Spalti del Re e piazza Martiri Dalmati e Giuliani, ad Aldo Pezzi, Rup della soprintendenza ai Beni ambientali e culturali. Alla simbolica cerimonia che si è svolta nell’ex campo di calcio che diventerà un'area museale a cielo aperto, era presente anche l'assessore alla Cultura, Maria Rita Carota.
Il ministero della Cultura ha assegnato alla Soprintendenza abruzzese un fondo di 7 milioni e 300mila euro per creare il museo archeologico al Rampigna. I lavori dovrebbero partire in autunno, ma non è stata stabilita la data di conclusione degli interventi. «Abbiamo consegnato le chiavi del Rampigna alla Sovrintendenza, Pescara avrà un museo archeologico con reperti di 2.400 anni fa», riferisce Masci aggiungendo che la «clamorosa scoperta» di un sito che custodisce i resti di una necropoli italica, romana e medievale dell’insediamento di Ostia Aterni, nelle vicinanze della cinquecentesca fortezza spagnola «fino a tre anni fa sembrava impossibile, tutti ne hanno parlato per decenni ma solo la nostra amministrazione ha dato il “la” agli scavi per riportare alla luce tesori custoditi dalla Soprintendenza con la quale, insieme al ministero, abbiamo avviato una collaborazione che ha portato a questi importanti risultati vista la modernità della nostra città che, invece, ha le radici ben piantate nella storia».
Fonti documentarie suggeriscono anche la presenza nel sito, di monumenti e templi risalenti all’epoca romana ancora da individuare.
L’area racchiude anche la chiesa della Madonna del Carmine, ex cappella della fortezza spagnola, e gli edifici della caserma di cavalleria della piazzaforte. Mentre lo scheletro dell'antica donna di Ostia Aterni è stato rinvenuto in uno strato argilloso a pochi metri di profondità del terreno. Gli scavi furono coordinati nel 2020 dall’archeologo Andrea Staffa.
Masci ritiene che dissotterrare il passato, a due passi dal tracciato fluviale, in un lembo di terra che congiunge la vecchia e la nuova Pescara, sia stata «una operazione epocale, una rivoluzione culturale, perché conferma che Pescara ha una storia, e nel futuro di questo progetto è scritto il rilancio economico, turistico e culturale della città. Dovevamo fare una scelta anni fa: ricostituire l’area con un campo sintetico o scavare per restituire a Pescara un passato che sembrava non avere. Abbiamo scommesso sulla seconda opzione e da settembre dovrebbero partire i lavori». Nel frattempo, il sindaco rivela che i circa 800mila euro destinati alla riqualificazione del campo Rampigna «sono stati usati per rifare i campi sintetici delle strutture sportive di Zanni e San Marco». (c.co.)