Museo delle Genti e Cascella a rischio chiusura nel 2021

Contributi pubblici tagliati e incassi azzerati per il Covid In bilico 18 dipendenti. Il vice presidente: il Comune ci aiuti
PESCARA. Il colpo di grazia alla crisi del settore museale è arrivato l’8 marzo scorso con il primo lockdown che, tra i suoi effetti devastanti, ha imposto anche la chiusura delle strutture e il ricorso obbligatorio al fondo d’integrazione salariale per i 18 dipendenti (tra personale fisso, intermittenti e collaboratori della didattica a partita Iva) del Museo delle genti d’Abruzzo e del Museo Cascella. Non è bastata la temporanea riapertura estiva per risollevare le sorti di due delle principali istituzioni culturali del capoluogo adriatico che oggi, tra mille difficoltà e spirito di abnegazione, continuano a erogare tante attività online (tra aste benefiche e didattica a distanza) e a effettuare la manutenzione delle collezioni, dei reperti antichi e degli stessi immobili.
Senza la possibilità da parte della Fondazione che gestisce i due musei di via delle Caserme e viale Marconi di prevedere progetti per il futuro e con l’incognita che investe l’intero settore culturale nazionale, oggi entrambe le strutture comunali rischiano il collasso. I tagli economici e la diminuzione di personale del passato si sommano agli incassi falcidiati dal Covid (vedi lo stop alle visite guidate delle scolaresche, i mancati introiti per l’affitto delle sale e la chiusura del Caffè letterario) e alla penuria di risorse messe in bilancio dall’amministrazione del sindaco Carlo Masci: appena 100mila euro destinati al Museo delle genti e al Cascella, a fronte della stima, fatta dal vecchio consiglio di amministrazione, di «almeno 270 mila euro per garantire la sopravvivenza dei due poli museali».
La speranza dei dipendenti e dello stesso direttivo è affidata alla possibilità di ritoccare verso l’alto la voce di spesa in bilancio, proprio nei giorni in cui il consiglio comunale è chiamato ad avviare la discussione sul documento finanziario del prossimo anno. «In questo periodo stiamo facendo di necessità virtù», evidenzia il vicepresidente del cda Luigi Di Alberti, «stiamo andando avanti con le attività che possiamo offrire online, come la didattica con le scuole in collaborazione con il Fla, o le aste benefiche, ma servono fonti economiche aggiuntive rispetto alle risorse comunali, che quest’anno a causa del Covid saranno minime visto che sono state spostate su altri capitoli di spesa, come il sociale». Il vicepresidente Di Alberti, pur rimarcando che la decisione della maggioranza di tagliare i fondi per i due musei sia stata «probabilmente giusta, dato il contesto storico», evidenzia come, senza il contributo pubblico e senza certezze sulla riapertura, risulta «impossibile anche programmare le attività per il primo semestre 2021». «Ci affidiamo all’amministrazione», prosegue Di Alberti, «affinché possa continuare a sostenerci come ha sempre fatto, riuscendo a garantirci almeno le risorse dello scorso anno».
«Confidiamo tutti», incalza il consigliere di amministrazione Vincenzo D’Aquino, «che il Comune faccia un ulteriore sforzo per mantenere viva la nostra offerta culturale e sostenere il museo in questo momento difficile. Prima del predissesto avevamo una convenzione decennale che prevedeva da parte del Comune aiuti per 210mila euro per il solo Museo delle Genti. In base a un conteggio fatto con il vecchio cda, comunicato sia alla vecchia e sia alla nuova amministrazione, avevamo stimato almeno 270mila euro di contributi per mantenere in piedi le due strutture, a fronte di aiuti che nel 2020 ammontano a 130mila euro».
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