Musica e palloncini per l’addio a Marek

8 Settembre 2019

In chiesa 500 persone. Il sacerdote: «Ora vicini alla famiglia» 

CITTÀ SANT’ANGELO. Tanti amici, musica metal, palloncini bianchi, il casco da motocross, le divise usate nei tanti sport di cui era appassionato, le fotografie e i fiori. La compagna Valeria, il fratello Andrea, mamma Beata e papà Tonino.
Non mancava davvero nessuno ai funerali di Marek Sablone, il 32enne di Città Sant'Angelo morto sull'isola di Merlera, in Grecia, la scorsa settimana dopo un'immersione.
Oltre 500 persone hanno voluto dargli l'ultimo saluto nella chiesa di Sant'Agostino alla Marina di Città Sant'Angelo, in un sabato mattina di fine estate che rimarrà scolpito negli occhi e nel cuore di tutti i presenti.
Quell'estate che Marek, senza nemmeno saperlo, aveva salutato poche ore prima di volare in cielo, con l'ultimo post lasciato sulla sua pagina Facebook.
L'immagine un prato verde, le sdraio, il mare e il sole che scende. "Il tramonto di un'estate" aveva scritto. Poi, proprio quella pubblicazione è diventata una raccolta di lacrime e preghiere non appena si è diffusa la notizia.
Durante l'omelia don Nelson Cipollone si è rivolto direttamente a Marco, Marek come lo chiamavano gli amici: «La tua morte improvvisa lascia un segno indelebile fra tutti coloro che ti porteranno sempre nel cuore come una fiamma accesa».
Poi si sofferma sul valore dell'amicizia, molto caro al ragazzo di Fonte Umano: «È il più grande dono della vita e tu, carissimo Marco, ne sei la testimonianza più fedele, perché sei volato via proprio in un momento di svago tra amici».
Quindi un pensiero ai familiari, seduti al primo banco di una chiesa grande, ma non abbastanza per contenere l'affetto e la voglia di partecipare di amici e parenti, tanto che parecchi hanno dovuto attendere fuori. «Adesso, le stesse persone che oggi sono qui, dovranno rimanere vicino alla mamma, al papà, al fratello e alla compagna, per dar loro la forza necessaria per andare avanti, in un momento di grande dolore e di sconforto. Marco non sarà più con voi, ma vi guiderà dall'alto e la sua presenza continuerà ad accompagnare le vostre vite».
Prima di uscire dalla chiesa è stato il datore di lavoro di Marco a volerlo ricordare dall'altare. Un ragazzo buono, disponibile, generoso. Un grande lavoratore e soprattutto un grande sportivo, appassionato di sport estremi.
Le lacrime e gli applausi hanno accompagnato l'uscita del feretro dalla chiesa, per poi fermarsi davanti all'ingresso, dove gli amici, di cui un gruppo con addosso una maglietta nera con scritto "Combat", hanno ascoltato le note metal a lungo suonate da un complesso. La stessa musica che Marco sentiva durante le sue mille avventure.
Alla fine, dopo quasi un'ora e mezza di celebrazione, il lancio in aria dei palloncini bianchi ha simbolicamente accompagnato Marek in cielo. Chi resta qui, invece, continuerà a piangerlo, chiedendosi, senza risposta, il perché di una morte così ingiusta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA