Musica e rime in dialetto angolano
La competizione de “lu ttavitte” ripresa dai racconti di Iannucci
CITTÀ SANT’ANGELO . Il Carnevale di ’Ndirucce si ispira a una storica maschera della tradizione angolana, ripresa dal libro “Racconti e cronache” del professore Giovanni Iannucci, ex sindaco di Città Sant’Angelo ed ex presidente della provincia di Pescara, successivamente recuperata e riportata in vita dall’associazione Palio delle contrade.
Secondo la tradizione, agli inizi del Novecento a ’Ndirucce nel giorno del Carnevale era concessa la licenza di «raccontare le malefatte della popolazione angolana» e di «canzonare le personalità più in vista del paese», racconta Paola Ceresano, presidente dell’associazione Palio delle contrade che da 25 anni organizza la manifestazione del martedì grasso nel borgo angolano. «Questo personaggio girava per il corso accompagnato dalla sua orchestrina sui generis, si fermava e iniziava a declamare i suoi “ttavitte”, le cosiddette ottavine delle competizioni popolari in rima».
Il Carnevale contemporaneo si sforza di riprendere questa tradizione, modellandola sul format del palio delle contrade, e di farla conoscere anche al di fuori dei confini del borgo. Ogni anno gli organizzatori individuano un tema di riferimento per rendere la competizione più divertente. I rappresentanti delle contrade sono chiamati a sfidarsi con composizioni che fondono versi in dialetto angolano e musiche. Il tema di quest’anno è “Andiamo a nozze. Nozze in tutti i tempie in tutti i mondi”. La giuria valuterà l’attinenza al tema e l’originalità, ma anche la raffinatezza dei costumi e della coreografia della sfilata lungo il corso. Alla fine, il martedì grasso, saranno premiati “lu ttavitte più piccante” e la contrada vincitrice. (y.g.)
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