Musica spenta entro mezzanotte, è scontro

13 Gennaio 2021

Le associazioni dei commercianti bocciano il nuovo regolamento del Comune contro i rumori

PESCARA. «Concerti e spettacoli all’aperto non possono concludersi entro mezzanotte». È il giudizio unanime espresso dalle associazioni dei commercianti nei confronti del nuovo regolamento, presentato dal Comune per combattere l’inquinamento acustico, che prevede lo spegnimento della musica e lo stop degli spettacoli all’aperto entro mezzanotte.
In proposito i presidenti di Confesercenti, Cna, Confcommercio e Confartigianato, Raffaele Fava, Cristian Odoardi, Riccardo Padovano e Giancarlo Di Blasio hanno scritto una lettera al sindaco Carlo Masci. «No al regolamento», si legge in sintesi, «con il quale il Comune vorrebbe imporre una pesante restrizione alle attività di intrattenimento offerte dai pubblici esercizi anche nei mesi estivi, come l’impossibilità di svolgere più di una serata musicale al mese per gli stabilimenti balneari, lo stop alle 24 per tutti i concerti anche al chiuso, non più di una serata musicale a settimana per ristoranti e gelaterie».
«Alcune misure contenute nel regolamento, nel cui dettaglio non si è entrati nell’unica riunione tenuta nella scorsa estate», affermano i presidenti, «rischiano di minare la vocazione terziaria di Pescara, per di più in un momento nel quale proprio gli esercizi pubblici hanno più bisogno di sostegno. Nella proposta di regolamento che il consiglio comunale dovrà votare infatti è riportato, fra le altre misure, che i concerti al chiuso e all’aperto, le attività delle discoteche, le attività di intrattenimento come piano bar e quelle di supporto ai bar, gelaterie e ristoranti debbano terminare entro le 24 e si possano svolgere una volta al mese o, in alcuni casi, una volta a settimana».
È del tutto evidente», spiegano, «che l’applicazione rigida di tali misure comporterà l’eliminazione di un’importante offerta integrativa dei pubblici esercizi pescaresi con un progressivo allontanamento di utenti verso le città limitrofe».
«In più», concludono i presidenti, «viene chiesto ad ogni esercizio di dotarsi di complesse e costose strumentazioni di rilevamento fonometrico che, in un periodo di enorme crisi economica, si traduce in un aggravio di costi del tutto evitabile». Le associazioni chiedono, quindi, un immediato confronto.
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