Musica spenta per cinque giorni: «Così è impossibile lavorare»

PESCARA. «Non contesto le norme anti Covid, perché se le leggi ci sono è giusto che vadano rispettate, io ad esempio ho dovuto rinunciare a quella che era la serata di punta della stagione, il...
PESCARA. «Non contesto le norme anti Covid, perché se le leggi ci sono è giusto che vadano rispettate, io ad esempio ho dovuto rinunciare a quella che era la serata di punta della stagione, il giovedì sera, con il dj set e la discoteca che calamitava fino a mille persone: un incasso certo. Quello che considero sbagliato è il metodo, perché i controlli mirati messi in atto dalle forze dell’ordine soltanto il sabato sera tagliano le gambe a noi imprenditori della riviera». La pensa così Fabrizio Beneventani, gestore del Maja, uno degli stabilimenti della riviera nord sanzionati con la sospensione delle sole attività musicali e danzanti (restano aperti la spiaggia, il bar e gli altri servizi) per 5 giorni per violazioni delle misure di contenimento dei rischi sanitari legati all’emergenza coronavirus.
«Il mio locale misura in totale 800 metri quadri», aggiunge Beneventani, «sabato sera erano presenti 221 persone compreso lo staff, tutte ai tavoli, opportunamente distanziati in sala e dotati di gel igienizzante. Era un contesto tranquillo, adulto, non si ballava sui tavoli ma in piedi. Abbiamo preso i nomi e i cognomi di tutti i presenti, ai quali è stato fatto firmare un modulo all’ingresso. I clienti hanno prenotato la cena, sono entrati con le mascherine, sono stati accompagnati ai loro posti e solo ai tavoli le hanno tolte. Un altro gruppo aveva una torta per festeggiare, ma non è riuscito ad aprirla. È normale che, essendoci la musica, le persone si alzano per ballare e si avvicinano tra loro. Secondo le leggi in atto è assembramento, ma noi che lavoriamo con le serate non lo riteniamo giusto».
Secondo Beneventani, infatti, permettere l’apertura dei locali con lo stato di emergenza ancora in atto, consentendo la chiusura fino alle 3 per i locali della riviera che mettono la musica e poi utilizzare il pugno duro per i controlli «è una contraddizione enorme». (y.g.)
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