Musica troppo alta, nei guai Tortuga, Ippo beach e Pepito

1 Novembre 2019

Dopo i controlli a dodici stabilimenti della riviera tra Pescara e Montesilvano, i carabinieri forestali hanno verificato nei tre locali il superamento dei decibel consentiti, sia di giorno che di notte

PESCARA. I titolari di tre locali balneari sono stati denunciati per disturbo della quiete pubblica. Si tratta degli stabilimenti pescaresi Ippo Beach, lungo la riviera sud, Pepito Beach a nord e il Tortuga a Montesilvano.
Le tre denunce sono il risultato della campagna di controlli, condotta su dodici lidi del lungomare tra Pescara e Montesilvano, dai carabinieri forestali del Nucleo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) di Pescara, chiamati a verificare gli eventuali superamenti dei limiti di emissione sonora. A sollecitare l’indagine è stato un esposto presentato da un comitato di residenti esasperati dai rumori assordanti, dovuti soprattutto alla musica “sparata” ad altissimo volume negli orari notturni. I carabinieri forestali, supportati dall’Arta, l’agenzia regionale per la Tutela dell’Ambiente, hanno eseguito una serie di misurazioni fonometriche, sia nei locali che nelle aree limitrofe, ma anche nelle abitazioni private di alcuni residenti. Dalle analisi, effettuate a finestre chiuse e a finestre aperte, è stato documentato il superamento dei decibel consentiti, sia in orari notturni che diurni. In alcuni casi, nel mese di agosto, in concomitanza con le serate organizzate dai gestori dei locali, il limite massimo è stato sforato anche di tre volte.
«In caso di condanna penale», afferma il colonnello Giancarlo D’Amato, comandante del gruppo carabinieri forestale di Pescara, «i titolari dei tre stabilimenti balneari rumorosi rischiano l’arresto fino a tre mesi. Inoltre, i singoli Comuni rivieraschi possono imporre loro, con apposite ordinanze sindacali, il ripristino delle condizioni legali delle emissioni sonore». Per i tre titolari, oltre alla denuncia, sono scattate anche migliaia di euro di sanzioni dovute ad altre violazioni amministrative.
Ma non è stata solo l’emissione sonora sotto la lente di ingrandimento dei forestali. Su richiesta del servizio del Genio civile della Regione Abruzzo, tra i 12 stabilimenti controllati, è stato verificato l’utilizzo delle acque sotterranee. Gli accertamenti hanno portato all’elevazione di sanzioni amministrative, per un ammontare complessivo di 1.200 euro, oltre al pagamento dei canoni non corrisposti, per ricerca e derivazione di acque sotterranee senza autorizzazione o concessione. (m.pa.)