Naiadi chiuse, atleti tenuti fuori Scoppia il caos: arriva la Digos

17 Agosto 2023

L’allenatore dei ragazzi di arrampicata sportiva chiama la polizia: «In quell’impianto abbiamo  la sede e la palestra. Ci devono dare le chiavi della struttura, siamo pronti a sporgere querela» 

PESCARA. Le Naiadi chiuse e gli atleti lasciati fuori al cancello, senza poter entrare e senza potersi allenare. Non ci sta Roberto Cantalini, tra i pionieri dell'arrampicata sportiva in Italia, fondatore e tecnico della “Gollum Climbing Academy” che ieri mattina ha raggiunto l’impianto insieme a un altro tecnico e a Niccolò Salvatore, pescarese classe 2004, che deve allenarsi perché tra pochi giorni sarà a Seul per il campionato mondiale giovanile di arrampicata sportiva, in programma a fine mese. Cantalini si è rivolto alla questura che ha fatto intervenire la Digos e ora è pronto a sporgere querela, se la questione non si risolverà a stretto giro.
«Siamo arrivati alle Naiadi sperando che ci aprissero, ma non è stato così, per motivi di sicurezza. Avevamo fatto richiesta alla Regione (proprietaria della struttura) e inizialmente ci era stato detto che dipendeva dalla Pretuziana» che si occupa della gestione delle Naiadi fino alla fine del mese (quando scadrà la concessione). Ma da venerdì scorso è tutto chiuso per ferie e non è prevista la riapertura, in attesa della individuazione di un nuovo gestore. «Nella notte ho ricevuto un messaggio dal personale che si occupa della struttura ma ormai avevo già organizzato tutto. E comunque quella è la nostra sede sociale, per cui non ci possono precludere l’ingresso», dice sempre Cantalini che non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale della chiusura dell’impianto, pur avendo seguito tutta la vicenda sulla stampa. «Non abbiamo alcuna pec», assicura. «Inoltre la palestra dell’arrampicata che si trova all’interno delle Naiadi è nostra, la parete e la vetrata sono state allestite da noi, per cui vorremmo anche controllare le attrezzature, semmai ci dovessero essere dei furti». Ma ciò che gli sta a cuore è altro, cioè la sorte degli atleti. «Di loro, a quanto pare, non interessa a nessuno, e questo non è pensabile. Eppure devono allenarsi due volte al giorno», prosegue Cantalini pensando a Salvatore che ieri mattina «aveva le lacrime agli occhi». Il coach, con 28 anni di esperienza sul campo e 40 anni di arrampicata alle spalle, si preoccupa per lui, in queste ore. «A me interessa solo allenarlo ed è una necessità immediata, non c’è tempo da perdere, deve andare a Seul. E poi a settembre ci sono gli impegni in Coppa Italia. La nostra struttura, quindi, deve essere aperta, per farci accedere. Ora è chiuso per ferie ma prima ancora mancava l’energia elettrica. Siamo senza luce dal 14 giugno, per cui ci siamo spostati nel parco, all’aperto». Ieri mattina Cantalini ha cercato di smuovere le acque e la sua richiesta potrebbe essere accolta. «Non ci hanno dato tempi», per superare l’impasse, perché «la Pretuziana attende l’ok della Regione. Ma noi non abbiamo tempo».