Naiadi e spazi acqua: al via le richieste delle associazioni

Ma il Club Aquatico con i suoi atleti rischia di restare fuori: il regolamento esclude chi ha contenziosi con la Regione
PESCARA. Si è aperta ieri mattina la finestra riservata alle associazioni sportive che per una settimana possono rispondere all'avviso per chiedere spazi acqua all’interno del Palapallanuoto delle Naiadi. Dopo mesi, è il primo segno di vita dell’impianto sportivo che, come annunciato pochi giorni fa dal governatore Marco Marsilio e dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri si avvia verso la riapertura.
Una riapertura su cui però non è ancora possibile dare una data: le voci più ottimistiche parlano di metà aprile, ma altre frenano, sostenendo che non sarà possibile prima di metà maggio. Di certo, anche per la sola riapertura del Palapallanuoto sono necessari dei lavori, come ad esempio quelli volte alle certificazioni su sicurezza e antincendio, senza le quali non si può dare il via libera. Da quanto si apprende in maniera informale, le società interessate a rientrare nella struttura sono quelle che generalmente gravitano nell'impianto. Ci sono il Pescara Pallanuoto, Swim Team Abruzzo, Blue Triathlon Academy ed Effegiquadro. Da capire, la posizione del Club Aquatico, anche questo abituale fruitore del centro sportivo, nonché gestore dell'impianto tra ottobre e novembre scorsi e che, come spiegato in una nota proprio dal governatore Marsilio «non ha presentato la polizza definitiva, proponendo ricorso al Tar nel momento in cui Areacom ha richiesto la riscossione della polizia provvisoria».
Il tutto riferito proprio al periodo in cui ha gestito l’impianto. Ma nel nuovo regolamento d’uso, in un passaggio si evidenza come «nel caso in cui il gestore o la Regione Abruzzo, al momento della ricezione della domanda di attribuzioni spazi, vanti un credito nei confronti del richiedente per l’utilizzo dell’impianto natatorio o di altri impianti sportivi gestiti, o è in essere un contenzioso, la domanda non potrà essere accolta». Dopo la revoca dell'assegnazione, il Club Aquatico ha proposto ricorso al Tar chiedendo la somma di 6.5 milioni di euro a titolo di risarcimento danni. Da capire se nei prossimi giorni le parti riusciranno a trovare una soluzione per consentire l'ingresso in piscina anche agli oltre duecento iscritti del Club Aquatico.

