Naiadi, la riapertura si allontana

Il presidente della Regione Marsilio ai lavoratori: «Non è possibile fissare date»
PESCARA. «In questo momento non è possibile fissare date per la riapertura delle Naiadi. Quello che invece posso assicurare è il massimo impegno per arrivare presto all'obiettivo». È laconico, ma realista il governatore Marco Marsilio, sceso ieri mattina in piazza Unione per parlare ai lavoratori del centro sportivo, accompagnati dai sindacati, che continuano a chiedere il ritorno in funzione dell'impianto chiuso dal 25 ottobre. La spaccatura nella maggioranza tra chi vuole il project financing come Marsilio e l'assessore Guido Liris e il gruppo Lega che invece spinge per la gestione pubblica del Comune di Pescara, in questo momento rappresenta un freno alla soluzione. Lo conferma Marsilio: «Ci sono una serie di variabili, tra cui la presa di posizioni politiche, che non ci consentono di fissare date sul calendario. La rinuncia dell’ultima gestione ci ha messo drammaticamente di fronte a una realtà: questo è un impianto vecchio, energivoro, che oggi costringerebbe qualunque gestore, pubblico o privato che sia, a rimetterci 700-800mila euro l'anno. Il project, con l’investimento di 5 milioni del privato, rappresenta la soluzione migliore». Di fatto le parole del governatore sanno di una chiusura a tempo indeterminato, in attesa di trovare una strada da seguire ancor prima di un gestore. Lui ha assicurato che la delibera da portare in giunta regionale per dar vita a un nuovo bando di un anno, in attesa del project, è già pronta. Ma anche su questo punto la maggioranza non appare d’accordo.
A evidenziarlo, dopo Marsilio, sono stati gli esponenti della Lega, Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco, anche loro arrivati in piazza per confrontarsi con i lavoratori. Hanno voluto ribadire la loro posizione, vale a dire no al project e sì all'affidamento pubblico. Antonelli ha parlato di un «progetto di finanza che non ha le gambe per camminare, redatto in fretta e furia e lacunoso in più parti». Una situazione di stallo che con il passare delle settimane rischia di diventare un muro contro muro politico a danno di lavoratori e utenza.
I sindacalisti Guido Cupido della Slc Cgil e Marcella Carletti della Fiscat Cisl hanno chiesto agli esponenti del governo regionale di convocare un tavolo che funga da mediazione e da soluzione al problema. La paura è che se salta anche la riapertura a settembre, più che verso una nuova vita, Le Naiadi rischiano di andare verso la fine.
Nel frattempo, anche il vicepresidente del consiglio regionale Domenico Pettinari è intervenuto in piazza: «È inaccettabile che per spaccature politiche interne a una maggioranza incapace di individuare una soluzione, non si riesca a trovare la quadra per la gestione delle Naiadi. La struttura non può essere abbandonata. Lega, FdI e Forza Italia buttino l’ascia di guerra e pensino al bene del territorio». Intanto, sia il consigliere Guerino Testa che il presidente Marsilio fanno sapere che la Regione ha stanziato 100mila euro da mettere a disposizione di un’eventuale gestione provvisoria. Una somma che era già presente nel vecchio bando, ma che non ha impedito l'addio della cordata romana.

