Naiadi, la rivolta di 70 lavoratori: stipendi e futuro, dateci risposte

Dopo la chiusura delle piscine di questi giorni, cresce l’allarme dei dipendenti riuniti in assemblea C’è chi lamenta il mancato pagamento di febbraio e chi non percepisce nulla da dicembre
PESCARA. «Adesso basta, vogliamo delle risposte, sul versamento dei nostri stipendi e sul futuro delle Naiadi». A lanciare il nuovo grido sono i circa 70 lavoratori della struttura, preoccupati dalle vicende degli ultimi giorni che hanno riportato alla cronaca situazioni con cui già in passato hanno dovuto lottare in più di una circostanza.
Ieri mattina una lunga assemblea, condotta nei locali aziendali dai rappresentanti sindacali Luca Ondifero presidente provinciale della Cgil Pescara, e Guido Cupido di Slccgil Pescara, ha visto l’adesione di gran parte dei dipendenti che nel corso del dibattito hanno sollevato i numerosi problemi e proposto iniziative per cercare di tenere a galla la nave. La situazione che è emersa è preoccupante, a partire dal mancato pagamento degli stipendi: se da un lato i dipendenti della Progetto Sport, la società di Livio DI Bartolomeo che gestisce l’impianto, lamentano il mancato pagamento del mese di febbraio, la situazione è ancora più complessa per quelli che invece fanno capo alla Sportlife di Vincenzo Serraiocco, i quali raccontano come da dicembre non percepiscono più nulla.
Ma non solo, perché secondo le testimonianze, spesso il compenso mensile viene pagato a rate di cento o duecento euro e talvolta gli assegni consegnati ai lavoratori risulterebbero scoperti. Lo stato di agitazione è palpabile e, a questo punto, l’obiettivo è quello di farsi sentire dalla Regione, proprietaria della struttura: Cgil ha già richiesto alla nuova giunta di riaprire un tavolo di confronto con i lavoratori e le rappresentanze per valutare il da farsi.
Nel corso della mattinata è intervenuto anche lo stesso Di Bartolomeo, amministratore unico della Progetto Sport, il quale ha cercato di fornire risposte alle domande dei dipendenti, senza però riuscire a dare una data per il versamento della prossima mensilità: «Non mi piace fare promesse che non posso mantenere e per questo non posso dirvi con certezza che la prossima settimana arriveranno gli stipendi, anche se sto lavorando per questo. Sui conti abbiamo la disponibilità, ma questi fondi sono pignorati dai creditori e non possiamo utilizzarli. E se chi mi deve pagare non lo fa, neanche io riesco a pagare voi».
Nel frattempo prende corpo l’ipotesi di una proroga della concessione alla Progetto Sport fino al 30 giugno, in modo da poter garantire la continuità delle attività altrimenti a rischio già dalla fine di marzo.
«Dopo aver scritto una pec al presidente della Regione Marco Marsilio, ho parlato con il funzionario del dipartimento competente Francesco Di Filippo il quale mi ha detto che nella giornata di lunedì arriverà la determinazione per ufficializzare la proroga della gestione di ulteriori 90 giorni», assicura l’amministratore della Progetto Sport.
Intanto, sul versante giudiziario, si è sempre in attesa della pronuncia del tribunale fallimentare da una parte, e del Tar dell’Aquila dall’altra, esiti che potranno aiutare a capire meglio il futuro dell’impianto e dei dipendenti.
Sul fronte interno invece, dopo una settimana caratterizzata dallo stop alle attività in vasca per il blocco della caldaia e conseguente acqua fredda in vasche e docce, ieri mattina l’impianto di riscaldamento è ripartito, grazie anche all’ausilio dei tecnici. Tuttavia, le attività previste in piscina nel fine settimana sono state annullate o spostate altrove per la bassa temperatura dell’acqua.
L’augurio, di utenti e lavoratori, è che per l’inizio della prossima settimana la situazione possa tornare a una normalità almeno apparente.
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