Naiadi, manca una firma: la riapertura adesso slitta

Porte ancora chiuse nell’impianto affidato già da 10 giorni al Club Aquatico Per accogliere gli atleti serve il via libera dell’ufficio Sport della Regione
PESCARA. Sono passati già 10 giorni dall’affidamento diretto delle piscine Le Naiadi all’associazione Club Aquatico ma la data di riapertura dell’impianto sportivo non c’è ancora. Ormai Le Naiadi, complice la conclusione della gestione precedente in mano alla Pretuziana di Teramo, sono chiuse da un mese. Per la ripartenza del complesso sportivo di proprietà della Regione, mancherebbe una firma: una soltanto, ma decisiva.
Nell’attesa della riapertura promessa dai vertici della Regione e annunciata come «un impegno mantenuto» ma, a quanto pare, ancora incerta, gli atleti sono costretti a lasciare il centro sportivo pescarese, un punto di riferimento per il nuoto con 55 anni di storia, e a trovare una vasca altrove, fino a Scafa, Chieti e Silvi. Le società sportive non conoscono una data possibile né il Comune e neanche i sindacati, a partire dalla Cgil che, nei giorni scorsi, ha chiesto un incontro con la Regione.
All’orizzonte c’è una scadenza determinante: alle ore 13 di lunedì prossimo scadrà il bando da 39 milioni di euro per l’affidamento ventennale del centro sportivo con piscina olimpionica all’aperto, 4 vasche interne, una palestra, una zona per l’arrampicata, due campi da calcetto e bar. Si tratta di un bando prorogato: alla prima scadenza del 31 luglio scorso, nessuno aveva risposto. Proprio per questo, è stato deciso di spostare il termine in avanti. Un dettaglio: dagli atti emerge che lo stesso 31 luglio, il Club Aquatico ha richiesto alla Regione «il differimento dei termini per presentare offerta». A distanza di un mese da quella comunicazione, Donato Cavallo, direttore generale dell’Areacom, l’agenzia regionale per la committenza, ha firmato la determina di affidamento diretto delle Naiadi «per urgenza» al Club Aquatico: una gestione temporanea di 4 mesi, dal 1° settembre al 31 dicembre 2023. «Ringrazio Cavallo», ha detto subito dopo la firma il governatore Marco Marsilio di FdI, «per essersi assunto la responsabilità della decisione che privilegia l’interesse pubblico e preserva gli impianti dall’ammaloramento che potrebbe derivare ad una prolungata chiusura».
Ma il provvedimento si può leggere in questi termini: adesso, le chiavi dell’impianto sono in mano a Riccardo Fustinoni, presidente del Club Aquatico, ma la riapertura non è automatica. Serve una firma che finora, in Regione, nessuno avrebbe voluto mettere nonostante la spinta politica di Marsilio e del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia. La determina di Cavallo, dice lo stesso documento, è stata «notificata» al dipartimento Sviluppo economico-turismo servizio politiche turistiche e sportive della Regione «per il prosieguo di competenza»: vuol dire che, senza il via libera di questo ufficio regionale, Le Naiadi non possono riaprire al pubblico.
Sull’affidamento diretto e sugli accordi tra la Regione e l’associazione di Fustinoni per la gestione, il Pd ha denunciato un presunto «conflitto di interessi» e ha fatto 5 domande a Marsilio: «Come è stato possibile affidare in maniera diretta Le Naiadi senza che ci fosse un mandato della Regione? Come è stato possibile affidare la gestione di 4 mesi a un soggetto privato senza alcuna gara? Come è stato possibile individuare il Club Aquatico solo sulla base di un presunto interesse alla gestione ventennale? Come si può giustificare una richiesta di differimento dei termini come concreto interesse alla partecipazione alla gara? Come potrebbe la Regione affidare Le Naiadi a una società che sarebbe debitrice nei confronti della Regione per una precedente gestione?».

