Naiadi nella bufera, la Regione in silenzio

D’Alfonso e Di Matteo non replicano alle accuse del gestore che reclama 734mila euro
PESCARA. «Sono rientrato domenica mattina da Bruxelles, non ho letto niente e non ho seguito la vicenda». Così l'assessore regionale all'impiantistica sportiva Donato Di Matteo in merito al discorso legato al complesso Le Naiadi, finito nella bufera dopo le perquisizioni della finanza, l'indagine per bancarotta fraudolenta, che coinvolge la società Progetto Sport Gestione Impianti (che gestisce la struttura) e il suo amministratore Luciano Di Renzo, e l'istanza di fallimento in tribunale il 15 gennaio. Il governatore Luciano D'Alfonso non ha fornito dichiarazioni. Di Matteo e D'Alfonso non hanno partecipato all'incontro organizzato da Di Renzo nel quale il gestore delle Naiadi tornava a chiedere i 734mila euro più Iva alla Regione (proprietaria del complesso) per i lavori di manutenzione straordinaria eseguiti nel corso degli anni e necessari per mantenere l'operatività. Questa cifra è stata riconosciuta e periziata da un tecnico nominato dall'azienda di soggiorno di Pescara (ente finito sotto la Regione), ma che la Regione non intende pagare perché quei lavori non sarebbero stati preventivamente autorizzati. Di Renzo ha anche chiesto un incontro urgente a D'Alfonso e la conferma o la smentita a Di Matteo di un messaggio Whatsapp che gira tra i genitori degli utenti, secondo il quale l'assessore starebbe pensando alla rescissione del contratto con la Progetto Sport e alla predisposizione di un nuovo bando per l'affidamento delle Naiadi. Anche Ernesto Petricca, direttore di Confimi Abruzzo, ha confermato di aver cercato un dialogo con la Regione senza riscontro, definendolo un «silenzio illogico». (l.z.)

