Naiadi, ora i lavoratori chiedono certezze Cupido (Cgil): «Il contratto di lavoro scade a metà agosto, necessario un incontro con Marsilio»

12 Luglio 2024

PESCARA. Da un lato la soddisfazione per aver dato nuova vita alle piscine Le Naiadi, o almeno a una parte della struttura, con la ripresa delle attività in acqua e la riapertura di Palapallanuoto e...

PESCARA. Da un lato la soddisfazione per aver dato nuova vita alle piscine Le Naiadi, o almeno a una parte della struttura, con la ripresa delle attività in acqua e la riapertura di Palapallanuoto e piscina olimpionica. Dall’altra la richiesta di punti fermi per il futuro occupazionale dei lavoratori, e in generale della continuità operativa dell'impianto affidato alla Fira.
Sono questi i temi su cui i lavoratori delle Naiadi e il sindacato spingono in un momento in cui la struttura sta riaprendo al pubblico, anche grazie al lavoro delle associazioni sportive che sono tornate a svolgere attività. Dal nuoto libero al fitness, dal sincro alla pallanuoto, l'impianto sta tornando a collezionare iscritti, seppur attraverso le associazioni, offrendo la possibilità di allenarsi.
«Finalmente Le Naiadi stanno tornando alla loro vita», spiegano Giovanni Pietrantonio e Piero Perna in rappresentanza dei lavoratori della struttura. «Abbiamo iniziato con la riapertura del Palapallanuoto e adesso anche l’olimpionica è in funzione. Grazie al lavoro di tutti e del preposto Leo Valentini, l'obiettivo è quello di rimettere in funzione l’intera struttura entro la fine dell’anno. Per tutti noi è importante ricostruire un rapporto di fiducia con la clientela e ce la stiamo mettendo tutta per farcela. La Fira non può svolgere direttamente attività commerciale, ma in tal senso le associazioni aiutano: grazie a loro sono stati riattivati diversi corsi, così come il nuoto libero. Ci sono tante formule per chi vuole allenarsi. Per noi questo è un primo passo, ma l’obiettivo è continuare a crescere». Poi interviene Guido Cupido della Cgil, il quale sollecita la Regione affinché arrivino le dovute garanzie per il futuro dei lavoratori e dell’impianto: «Nei giorni scorsi abbiamo scritto al presidente Marco Marsilio e ai vertici regionali chiedendo un incontro. Il contratto dei lavoratori scade a metà agosto, così come i primi sei mesi di affidamento a Fira. Sappiamo che ce ne saranno altri sei, ma vorremmo conoscere le modalità di prosecuzione del rapporto, anche sulla base di una proroga, immaginiamo». E ancora: «Poi occorre capire cosa accadrà a febbraio, quando scadrà l’affidamento a Fira».
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