Naiadi, partenza nel caos Spazi a rischio per il nuoto

Le associazioni sportive temono il taglio delle corsie e si spostano altrove
PESCARA. La stagione è già cominciata, per le associazioni sportive, ma le piscine delle Naiadi saranno disponibili solo lunedì prossimo. E, ad oggi, le associazioni non sanno ancora quali spazi avranno a disposizione per l’attività agonistica, che riguarda circa 700 ragazzi. Il timore è che venga deciso un taglio rispetto al passato, da parte del gestore, e sarebbe un guaio, dicono praticamente all’unisono. Anche se non ci sono state comunicazioni scritte sulla riduzione degli spazi acqua, la preoccupazione è palpabile. Ed è per questo che le associazioni si sono rivolte a Coni, Federazione italiana nuoto e Federazione italiana triathlon per chiedere di intercedere e di chiamare in causa la Regione, che è proprietaria degli spazi, per mettere alcuni punti fermi.
«Si è deciso di destinare la piscina Palapallanuoto solo alla pallanuoto», fa notare Riccardo Fustinoni della Asd Club Aquatico Pescara (la più numerosa, con 330 atleti). «Per noi va bene, ma è importante che gli altri atleti vengano canalizzati sulle altre piscine e che lo si faccia tenendo conto di tutti i tesserati. Oppure va prevista la possibilità di una deroga, cioè di accedere al Palapallanuoto (la cui acqua è fredda, al momento)». C’è poi la questione dei ritardi. Fustinoni ha presentato la richiesta di spazio acqua «a giugno e luglio, ripetendola a settembre» e aspettava una risposta. Invece «non hanno mai risposto. Anzi, hanno inviato una lettera il 2 settembre indicando i requisiti minimi e richiedendo una seria di dati». Una lettera tardiva, fa notare, visto che «le nostre attività sono cominciate il 4 settembre». Tra l’altro, nel documento «ci dicono che non possiamo occuparci della categoria “propaganda”, cioè della preparazione all’agonismo dei bambini dai 6 ai 9 anni. Eppure c’è un provvedimento della Regione che dice esattamente il contrario ed è stato emanato proprio per fare chiarezza sulla questione».
I problemi da risolvere sono tutt’altro che formali e burocratici. Dal punto di vista pratico le difficoltà sono stata già avvertite da associazioni e famiglie. «Dal 4 settembre abbiamo cominciato l’attività per alcune categorie in altre piscine, con un aggravio di costi e una serie di disguidi, mentre altre categorie stanno effettuando solo attività atletica, non in vasca».
Nelle prossime ore i nodi dovrebbero sciogliersi visto che è stato chiesto alle società di consegnare entro le 12 di domani l’elenco dei tesserati per poi assegnare le corsie. E gli impianti saranno disponibili dall’11 settembre.
Ma la prospettiva è che «mettano a disposizione il 70 per cento degli spazi rispetto all’anno scorso, riservando la maggior parte degli spazi alla società sportiva dilettantistica “Progetto sport nuoto”, che è della società di gestione “Progetto sport”. Noi chiediamo, invece, che gli spazi sia sufficienti a tutti i ragazzi, senza fare preferenze, e diciamo che se si chiude una piscina al nuoto si deve trovare spazio nelle altre due. Temiamo che i criteri del gestore non saranno oggettivi né conformi alla convenzione con la Regione». Di qui l’appello al presidente Luciano D’Alfonso di «intervenire in maniera decisa. Bisogna vigilare che il gestore sia in regola, e a questo scopo esiste una commissione di controllo. Quindi si convochi una riunione tutti insieme e si trovi una soluzione».
Ha avuto problemi anche l’associazione sportiva The Hurricane. «Dovevamo ricominciare lunedì scorso», dice Gianluca Zelli. «Per il momento stiamo portando i ragazzi a Sambuceto e poi potremmo andare a Silvi visto che, ad oggi, non abbiamo avuto la possibilità di usufruire delle Naiadi. Aspettavamo il contratto per agosto, dopo aver presentato richiesta per lo spazio acqua, ma non abbiamo avuto risposte». Il pericolo, mormorato e temuto da tutti, è che «la società creata dal gestore tolga spazi acqua a tutti gli altri». Ma per convenzione, sottolinea più volte Zelli, «devono garantire alle società di nuoto la possibilità di svolgere attività agonistica. E alla luce di questo principio noi chiediamo le stesse corsie dell’anno scorso». Per Renato Possanzini, della Swim Team, si potrebbe creare «un ingorgo, con una riduzione di spazi per tutti, se ci consentiranno di usare solo le due vasche interne piccoline. Noi avevamo 3 corsie per tre ore al giorno ma ci è stata annunciata una riduzione a due corsie per due ore. Potremmo non entrarci tutti (gli atleti del sincronizzato sono 70, più 30 del nuoto master) e quindi dovremmo far ricorso ad altri impianti ma le famiglie potrebbero non essere favorevoli perché gli spostamenti richiedono tempo. Per il momento aspettiamo di vedere cosa accadrà: hanno tempo fino a domenica per comunicarci il da farsi». Poi l’11 settembre si tonerà in vasca. Ma la paura che serpeggia, in queste ore, è di perdere gli iscritti, che potrebbero passare ad un’altra società. O abbandonare l’attività.
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