Napoletano (Pd): ora la Regione sospenda i decreti sull’ospedale

17 Settembre 2016

Penne, l’uscita dal commissariamento della sanità riapre il braccio di ferro suoi nuovi assetti del San Massimo. Sos a D’Alfonso e al manager Mancini: compromessa l’assistenza nell’area vestina

PENNE. La Regione Abruzzo è uscita dal commissariamento della sanità, ma per l'ospedale di Penne la riorganizzazione dei reparti è a dir poco penalizzante. Il consigliere comunale di Penne Ennio Napoletano, capogruppo di Penne Vale e candidato sindaco sconfitto del Pd alle ultime elezioni cittadine, ha indirizzato al governatore Luciano D’Alfonso e al direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini, una richiesta di sospensione per i prossimi 24 mesi dei decreti.

Il passaggio, con relativo riordino del San Massimo, da ospedale di base a ospedale di area disagiata – previsto dal 1 ottobre – comporterà una riduzione dei posti letto dagli attuali 85 a 36. L'area medica avrà 28 posti, 24 degenze e 4 servizi di day hospital. L'area chirurgica rimarrà con 2 posti letto per Chirurgia, oggi ve ne sono 12, e 2 per Ortopedia, che ora invece conta 9 posti letto. La Geriatria da 19 posti letto scomparirà e sarà accorpata a Medicina generale, in un'area che conterà complessivamente su 28 posti. Oggi Medicina ha 17 posti letto e Geriatria 19. La Cardiologia da 7 posti letto sarà azzerata.

«Esprimo rammarico per le conseguenze del riordino sanitario, perché provocherà un forte impoverimento dell'attività di tutela della salute nell'area vestina. Nei giorni scorsi, in occasione del Consiglio comunale di Penne convocato dal sindaco Mario Semproni in seduta aperta, abbiamo registrato il disagio non solo dei cittadini residenti ma anche di oltre 20 sindaci che gravitano nel comprensorio ospedaliero e che rappresentano una fetta di popolazione di oltre 40 mila abitanti», ha detto Napoletano. «Nel 2015, c'è stata l'opportunità di optare per un presidio di Area disagiata al fine di conservare il Pronto soccorso h24 Adesso riteniamo che il riordino sanitario abbia sminuito gli effetti positivi che la scelta doveva comportare. Limitare i servizi di radiologia e laboratorio analisi in 12 ore comporta un declassamento dell'attività di Pronto soccorso che, soprattutto nelle fasce orarie serali e notturne, dovrà limitarsi a un mero trasporto al primo Dea di Pescara, con tutte le conseguenze che conosciamo legate al disagio della viabilità e dei tempi di attesa che un grande ospedale comporta. Le poche attività presenti saranno effettuate in forma ambulatoriale, il che determinerà un drastico calo delle prestazioni e in una prossima, imminente riorganizzazione assisteremo a una chiusura certa della struttura in maniera definitiva. Nella riorganizzazione» chiude Napoletano, «non si è tenuto conto della opportunità di creare alcuni posti letto in area chirurgica al fine di poter affrontare gli interventi in week surgery. Rivendichiamo la riapertura del Laboratorio analisi e Radiologia h24, proprio per rendere efficace l'attività del Pronto Soccorso».

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