Nasce il comitato dei 70 sindaci

Lettera al premier Conte: «Riscrivere le regole della ricostruzione»
ROMA . «Due anni e mezzo di nulla», perché «nel Centro Italia si è ancora in piena emergenza». Esplode la rabbia dei sindaci del cratere del sisma che, riuniti in un comitato, ora chiedono di essere ascoltati dal Presidente del Consiglio chiedendo di riscrivere le regole della ricostruzione. Sono settanta i componenti del “Comitato dei sindaci del terremoto”, nato a Roma, che però punta a ingrandirsi fino a comprendere man mano tutti i 138 rappresentanti di quei territori dove , spiegano, «i cittadini che hanno perso la fiducia nelle istituzioni vogliono un segnale forte». Il primo obiettivo dei sindaci è formare una delegazione che a Palazzo Chigi presenti un documento con una serie di proposte affinché siano accolte dal premier. «Chiederemo a Conte di essere convocati entro fine marzo, per discutere la rivisitazione delle regole della ricostruzione», annunciano i promotori, Filippo Palombini e Gianluca Pasqui, rispettivamente sindaci di Amatrice e Camerino, secondo i quali tra i provvedimenti necessari c’è il «superamento del sistema dei commissari». Per i primi cittadini dei Comuni del Centro Italia i modelli della ricostruzione post-sisma cui ispirarsi sono quelli in Friuli e in parte L’Aquila. E l’affondo arriva anche per il nuovo governo, accusato di essere rimasto sulla linea dei precedenti. «Il sottosegretario Crimi ci ascolti, non vogliamo che ci presenti regole già scritte da lui senza un vero dialogo. Bisogna capire che la stagione dei commissari è finita».

