Nasce il decimo museo della città: esposte 270 opere dell’Ottocento

29 Agosto 2021

Il 18 settembre aprirà la pinacoteca realizzata dall’imprenditore Di Persio con la sua collezione privata All’interno capolavori dal valore inestimabile. Masci: «Ringrazio Venceslao, è un grande mecenate»

PESCARA. Sta per nascere il decimo museo della città. Il 18 settembre, con una cerimonia in pompa magna, verrà inaugurata la pinacoteca realizzata dall’imprenditore Venceslao Di Persio nell’ex sede della Banca d’Italia, in viale Gabriele D’Annunzio. All’interno, ospiterà 270 opere di pittura partenopea del 19esimo secolo, alcune quelle quali considerate dal valore inestimabile.
Un evento, dunque, che Carlo Masci ha annunciato così ieri sul suo profilo Facebook, con tanto di foto in anteprima di una delle sale interne. «Questa meraviglia di colori», ha scritto il sindaco, «è una delle tante sale del museo che inaugureremo a Pescara il mese prossimo con circa 260 tele di pittori del 1.800 di assoluto livello mondiale». «Grazie a Venceslao di Persio», ha poi aggiunto, «grande mecenate, uomo di immensa cultura, esperto di quadri come pochi, innamorato di Pescara».
L’elegante palazzina, situata all’angolo tra viale D’Annunzio e via Italica, realizzata negli anni Venti dello scorso secolo per ospitare la vecchia sede della Banca d’Italia, è stata dunque trasformata in uno dei più belli e importanti musei dell’Abruzzo. Il museo è stato voluto da Venceslao e da sua moglie Rosanna Pallotta, con lo scopo di donare alla città di Pescara ciò che hanno collezionato per circa quarant’anni e con l’obiettivo di farne uno spazio per la fruizione sociale e culturale. Le 270 opere esposte provengono da tutta Europa, con predominanza italiana e francese. La loro rilevanza spinse diversi anni fa il critico Vittorio Sgarbi a venire a Pescara per ammirarle e in quell’occasione suggerì anche il nome della futura pinacoteca: Museo dell’Ottocento. Questi capolavori avranno, quasi certamente, un richiamo internazionale, perché ci sono tele appartenenti ai periodi della pittura partenopea del 19esimo secolo, dalla scuola di Posillipo a quella di Resina, dal Verismo all’Accademismo. Saranno esposte opere di artisti del calibro di Courbet, Dupré, Mitchell, Rousseau, Daubigny, Boldini, Diaz De La Peña, Michetti e Cascella.
Una collezione considerata persino da madame Beatrice Avanzi, conservatrice del museo d’Orsay di Parigi, come una delle più importanti collezioni del settore. Ma Di Persio ha dovuto faticare non poco per ottenere i permessi per trasformare in museo l’ex Bankitalia. C’è stato un periodo in cui l’imprenditore, risentito, pensò di donare tutta la sua collezione ad un museo di Ascoli Piceno. Ma fortunatamente, dopo diversi anni di attesa, è riuscito ad ottenere le autorizzazioni necessarie e i capolavori sono rimasti a Pescara. Dal 18 settembre potranno essere finalmente visitati da cittadini e turisti.
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