Nasce l’anagrafe dei donatori di sangue

8 Novembre 2018

Così saranno messi in in collegamento le 120 organizzazioni territoriali e i servizi trasfusionali operanti nella regione

PESCARA. L'importanza e il valore delle donazioni di sangue sembrano ormai elementi assodati, ma negli ultimi anni si assiste ad un costante calo dei volontari. Per migliorare le attività di reclutamento e chiamata ed incrementare il numero delle donazioni e dei volontari ecco allora che l'Abruzzo si dota dell'Anagrafe dei donatori di sangue.
Uno strumento, in via di attuazione, che consentirà anche di fornire in tempo reale le informazioni al Centro regionale sangue e all'Ufficio trasfusionale regionale per tutte le loro attività, con l'obiettivo più ampio di un sistema efficiente e dell'autosufficienza regionale.
IL SANGUE IN RETE. Grazie al progetto, già in fase di attuazione, entrerà in funzione una rete telematica regionale integrata, che avrà come hub il Centro regionale Sangue e che metterà in collegamento tutte le 120 organizzazioni territoriali e i servizi trasfusionali operanti in Abruzzo, nel quale confluiranno giornalmente tutti i dati dei donatori e della raccolta.
Lo strumento consentirà alle associazioni di avere un filo diretto con i propri associati, verificando tempestivamente la loro disponibilità alla donazione. Servirà inoltre a monitorare continuamente la situazione delle scorte e a programmare eventuali interventi correttivi.
DONATORI IN CALO. Dal 2014 al 2017, in Abruzzo, come nel resto d'Italia, si è registrata una diminuzione costante del numero dei donatori, che sono scesi dai 36.618 ai 35.571. Di conseguenza si è registrato uno squilibrio tra la produzione e il consumo di sacche di sangue. In questo contesto, per mantenere in equilibrio il sistema, è stato necessario ricorrere a forniture programmate e non programmate da altre regioni.
CAUSE SANITARIE E SOCIALI. All’origine della flessione vi sono diversi fattori: quello demografico, con l'aumento consistente dell'età media della popolazione, che ha portato alla riduzione della platea dei donatori (secondo gli standard si può donare fino ai 65 anni, con possibili deroghe se c'è il via libera dei medici); i cambiamenti climatici e la presenza di nuove malattie; aspetti e problemi socioculturali, a partire dalla difficile situazione del mercato del lavoro, che spesso fa passare la donazione in secondo piano.
INTEGRAZIONE E DONAZIONE. Proprio per questi motivi la Regione, gli enti coinvolti e le associazioni hanno messo in campo una serie di iniziative, con l'obiettivo di contrastare il trend negativo: non solo l'informatizzazione e la messa in rete delle associazioni, del Centro regionale sangue e di Servizi trasfusionali della Regione, ma anche l'istituzione dell'Osservatorio per le politiche socio-sanitarie del dono del sangue e, soprattutto, lo sviluppo di nuove strategie di marketing e comunicazione sociale per il reclutamento e la fidelizzazione dei donatori, con particolare attenzione alle nuove generazioni. L'intenzione è quella di coinvolgere anche i “nuovi cittadini”, a partire dagli stranieri, non solo per aumentare le donazioni, ma anche per favorire l'integrazione attraverso la partecipazione alla vita associativa.
SINERGIA. Ad illustrare le novità sono l'assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, il direttore del Centro regionale Sangue, Pasquale Colamartino, il presidente dell'Avis Abruzzo, Giulio Di Sante, e la dirigente del Servizio assistenza farmaceutica e Attività trasfusionali della Regione, Emanuela Grimaldi.
«Rilanciare sul tema delle donazioni vuol dire davvero rilanciare sulla vita», afferma Paolucci, il quale, sottolineando il ruolo guida dell'Abruzzo.
Per Colamartino, secondo cui «si dona per l'intera regione ed essere in rete è fondamentale», con il nuovo sistema «sarà più facile organizzare la raccolta e garantire il rispetto dei livelli».
Di Sante afferma che «bisogna far capire che il sangue è un serbatoio di tutti, perché purtroppo spesso non viene visto come un bene collettivo».
IL PROBLEMA CONVENZIONI. In alcuni casi si registrano problemi nella stipula delle convenzioni tra le associazioni e le Asl. La situazione si è risolta in tutte le aziende sanitarie, tranne che in quella di Pescara, ma la questione, garantisce Paolucci, verrà affrontata a breve. La mancanza delle convenzioni indebolisce il sistema della donazione e, per evitare ciò, la Regione, lo scorso anno, si è dotata di un atto di programmazione in cui venivano indicate le linee guida da seguire.
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