Nasce lo sportello lavoro della Cisl

Dall’orientamento alla formazione i servizi saranno disponibili su tutto il territorio
PESCARA. Fornire servizi e assistenza ai giovani e ai disoccupati in cerca di lavoro per favorire il loro inserimento o reinserimento lavorativo. È l’obiettivo del nuovo Sportello lavoro della Cisl Abruzzo Molise presentato nei giorni scorsi a Pescara nel corso di un convegno che ha visto la partecipazione dei due Assessori al Lavoro di Abruzzo e Molise, dei due Presidenti dell'Anci, dei rappresentanti delle Associazioni datoriali, dell' Anpal, delle istituzioni scolastiche ed ecclesiastiche. «Il nostro intento», spiega il segretario interregionale del sindacato Antonio Scuteri, «è quello di sostenere, lungo l’intero arco della vita, la persona, dall’età scolare, favorendo l’alternanza scuola-lavoro, alle successive tappe: università, accesso al mondo del lavoro, passaggio da lavoro a lavoro, mettendo sempre al primo posto i suoi bisogni e la sua tutela nel lavoro per garantire un lavoro sicuro, regolare, stabile e professionale».
I servizi offerti dallo sportello affrontano infatti tutte le problematiche legate all’inserimento o al reinserimento nel mondo del lavoro: colloquio di orientamento, assistenza per la redazione del curriculum vitae, supporto nella compilazione della domanda di disoccupazione, collegamento tra tutte le misure di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro, informazioni sulle opportunità di lavoro, indicazioni per accedere a progetti, ai finanziamenti e ai fondi attivi per le start up giovanili, segnalazione del profilo ad aziende attraverso gli Enti Bilaterali, inserimento lavorativo mediante utilizzo di convenzioni da realizzare con i soggetti preposti: agenzie per il lavoro, istituzioni, rappresentanti della società civile e centri per l’impiego. Nel corso del dibattito sono state evidenziate le difficoltà per uscire dall’attuale crisi favorita dalla totale assenza degli investimenti, da una ricostruzione post sisma ferma al palo e da un mercato del lavoro caratterizzato dal lavoro nero, sommerso, precario e flessibile, da un utilizzo selvaggio dei contratti a termine e da un forte disallineamento tra necessità espresse dalle imprese e le qualifiche prodotte dal sistema educativo e formativo.
Per ridare dignità al mercato del lavoro la Cisl, nel corso del convegno, ha evidenziato la necessità di costruire politiche attive del lavoro in grado di governare la flessibilità attraverso un utilizzo virtuoso di tre strumenti: ammortizzatori, formazione e collocamento. Ciò per garantire al lavoratore, legato o no all’azienda o nei periodi di non lavoro ma di formazione, un livello adeguato di reddito per evitare che sia costretto a lavorare in nero per poter vivere. Creando, nel contempo, un più efficiente ed efficace servizio di incontro tra domanda e offerta. «A questo proposito,» spiega ancora Scuteri, «la Cisl ha proposto alle Istituzioni e ai rappresentanti del mondo del lavoro la costruzione di un “modello sussidiario” pubblico-privato che, attraverso la sottoscrizione di un Accordo Operativo di Collaborazione attiva ed immediata, miri ad allestire una comune “Rete dei Servizi per il lavoro” di collocamento pubblico (Centri per l’impiego, Comuni, Università, Camere Commercio, Istituti scolastici, etc.) e privato (sindacati, associazioni datoriali, enti bilaterali, agenzie per il Lavoro, consulenti del lavoro e istituzioni ecclesiastiche)».
La proposta è stata accolta favorevolmente. Lo spazio di confronto per la sua costituzione sarà quello della Commissione regionale politiche del Lavoro, in Abruzzo e quello della Commissione tripartita, in Molise, così come assicurato dai due assessori regionali al lavoro presenti al convegno.

