Nasce nel 2011 come rimedio contro le locazioni in nero

15 Aprile 2018

PESCARA. Nasce nel 2011 con il decreto legislativo numero 23, quello che conteneva “disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale”. L’obiettivo era quello di contenere l’evasione fiscale...

PESCARA. Nasce nel 2011 con il decreto legislativo numero 23, quello che conteneva “disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale”. L’obiettivo era quello di contenere l’evasione fiscale nel settore delle locazioni immobiliari. La cedolare secca sugli affitti, in sostanza, è un sistema di tassazione agevolato, alternativo all’Irpef, studiato per invogliare i proprietari degli immobili a mettersi in regola con il Fisco attraverso aliquote particolarmente favorevoli. È riservata solo alle persone fisiche, e non alle società, ed è applicabile solo a fabbricati a uso abitativo, catastalmente classificati da A/1 ad A/11 e alle pertinenze. Sono esclusi gli immobili in categoria A/10, gli uffici e gli studi professionali.
Non possono optare per la cedolare secca le società di persone, le società di capitali, imprenditori e i lavoratori autonomi, anche nell’ipotesi questi concedano in locazione la casa ai propri dipendenti. Anche per l’inquilino ci sono dei vantaggi: pagherà sempre lo stesso canone, per tutta la durata del contratto, e non dovrà rimborsare il 50% dell’imposta di bollo e le altre imposte al proprietario di casa.