Negati 8 milioni all’Abruzzo Marsilio all’attacco di Arcuri

17 Aprile 2020

Il commissario non autorizza le spese previste per potenziare le terapie intensive Il governatore gli ribatte: «Non ci fermeremo, i malati non possono attendere»  

PESCARA . Ci sono lavori già avviati, in alcuni casi addirittura completati, sulla scorta di un’autorizzazione che però non è arrivata facendo infuriare il governatore Marco Marsilio. È scoppiato il caso dopo che ieri, con una nota, il commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri, ha comunicato che la richiesta formulata dalla Regione Abruzzo per autorizzare 8.255.000 euro di lavori in corso (alcuni già completati o in avanzato stato di completamento) per potenziare le terapie intensive e i reparti di malattie infettive e/o pneumologia, formulata sin dal 26 marzo scorso, «non può essere autorizzata, in quanto è d’obbligo attendere la prevista, credo ravvicinata, programmazione nazionale, che è il competente Ministero normerà quale pilastro essenziale della evoluzione delle azioni di contrasto all’emergenza». Viene così rinviata ogni decisione solo dopo che sarà definito quel «rinnovato quadro normativo e programmatico» alla luce del quale valutare «la compatibilità e di conseguenza la praticabilità» della richiesta.
Una comunicazione che ha suscitato l’immediata reazione del presidente della Regione, Marsilio, che si dice basito e sconcertato: «Da tre settimane attendiamo l’autorizzazione a lavori necessari e indispensabili, senza i quali avremmo avuto una carneficina», ha commentato il governatore, «lavori che ovviamente abbiamo iniziato in molti casi già completato. Anche perché nei quasi quotidiani confronti in videoconferenza, prima Borrelli e poi Arcuri, con il conforto dell’intero governo, hanno sempre stimolato le Regioni a non perdere tempo, assicurando la copertura delle spese dietro rendicontazione». Marsilio ricorda che lo scorso 8 aprile gli stessi Borrelli e Arcuri «tornavano a rassicurare i presidenti delle Regioni che avrebbero autorizzato e rimborsato tutte le spese sostenute prima del 6 aprile dietro presentazione delle relative rendicontazioni. Oggi (ieri per chi legge) invece arriva una risposta negativa che rinvia a future, imprecisate, nuove misure e programmi. Non è così che si gestisce e si affronta un’emergenza».
È polemico Marsilio, il quale evidenzia come siano trascorse «tre settimane solo per rispondere, per di più negativamente». E allora si chiede: «Cosa avremmo dovuto fare? Restare fermi in attesa di risposta e dell’ennesimo programma da approvare? Attendere che il governo approvi il prossimo decreto per poi vedere come e quando arriveranno i soldi? Ho chiesto spiegazioni al ministro Roberto Speranza che ha assicurato che nel ‘decreto aprile’ ci saranno risorse ingenti e poteri commissariali in capo ai presidenti. Voglio dire con chiarezza al ministro, ai commissari e all’intero governo», continua il presidente della Regione, «che noi ci siamo assunti la responsabilità di dare disposizioni alle Asl per effettuare lavori urgenti senza copertura di spesa, una copertura che a due mesi e mezzo dalla dichiarazione dell’emergenza ancora non c’è, e che continueremo a fare i lavori perché con la salute non si scherza».
Poi la chiosa finale: «Se fossimo così irresponsabili da attendere i decreti del governo, la loro conversione in legge, il versamento dei fondi, l’approvazione dei programmi da parte dei ministeri e via seguitando, la burocrazia ammazzerebbe più gente del virus. Chiedo ai parlamentari abruzzesi», conclude il governatore Marsilio, «di vigilare al massimo livello di attenzione per tutelare il diritto alla salute dei cittadini». (a.s.)
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