«Negato il trasporto in ospedale al disabile»

5 Aprile 2024

Denuncia della mamma: la Asl non vuole trasferirlo a Chieti per le terapie. C’è l’appello di Ferrante

MONTESILVANO. «Consentite a mio figlio di raggiungere l’ospedale di Chieti per sottoporsi alle sue terapie». È un appello accorato quello di Liviana, madre di un ragazzo affetto da una malattia rara, la Sindrome di Gorlin-Goltz, che lo scorso anno è stato sottoposto a un intervento neurochirurgico e che, da allora, ha dovuto sospendere le cure sperimentali effettuate nella struttura sanitaria teatina. Ora che il disabile può ricominciare le sue terapie, però, un nuovo problema è sorto: l’oncologo dal quale è in cura da anni, infatti, ha sollecitato la ripresa delle terapie ogni 21 giorni, ma «alla richiesta di un trasporto con molto anticipo come ci era stato suggerito dal distretto di Montesilvano e avendo già l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) attivata per le medicazioni», prosegue la donna, «nonostante tutte le dichiarazioni del medico curante, dell’oncologo e le foto che attestano la situazione di mio figlio, hanno rifiutato la nostra richiesta dicendoci che le cure le possiamo fare a Pescara. Perplessi, chiediamo un aiuto».
A raccogliere e rilanciare l’appello della mamma è Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate: «Siamo sicuri che si tratti di un malinteso», commenta. «Non possiamo pensare che la Asl, attraverso l’Adi, non autorizzi il trasporto solo perché l’ospedale che ha in cura questo ragazzo da anni si trova in una Asl diversa, pur essendo a pochi chilometri di distanza. Se ci sono competenze o procedure burocratiche per stabilire quale Asl debba erogare la somma, non sono questioni che dovrebbero ricadere sui pazienti gravemente malati». Ferrante lancia, dunque, un appello al direttore generale della Asl di Pescara affinché intervenga, autorizzando il trasporto. «In caso contrario», annuncia, «chiederemo un intervento diretto del sindaco di Montesilvano e organizzeremo una raccolta fondi per pagare un’ambulanza e per garantire la continuità del diritto alle cure. Ma allo stesso tempo, avviseremo il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, di questa gravissima ingiustizia che un cittadino gravemente malato deve subire perché non possa accadere mai più a nessun altro». (a.l.)