Negozi aperti di notte? Un flop tra le polemiche

Naufraga l’iniziativa ideata da Comune e associazioni: aderiscono solo tre attività Commercianti furiosi: nessuno lo sapeva, senza programmazione inutile aprire
PESCARA. Una notte dello shopping bollata dalle insegne spente dei negozi e dalle vetrine del quadrilatero centrale regolarmente illuminate, ma con le porte delle attività chiuse negli orari abituali anziché aspettare la mezzanotte. La mancata adesione di gran parte dei commercianti all’iniziativa organizzata dall’assessorato al Commercio, guidato da Alfredo Cremonese, in collaborazione con le associazioni di categoria, muove dal disappunto nei confronti del Comune sia per non avere adeguatamente pubblicizzato la sperimentazione dello shopping nelle ore serali e sia per non aver coinvolto e informato tutti gli esercenti della zona.
Il primo fine settimana con la musica e i negozi aperti fino a mezzanotte si chiude all’insegna delle polemiche, con soli tre negozi aperti venerdì e sabato sera in via Trento (Ed’O, Scout e 18 MetriQuadri) e tutti gli altri chiusi anche nelle vie limitrofe in segno di protesta «visto che nemmeno una locandina è apparsa in questa settimana sulla pagina social del Comune o dell’assessorato per pubblicizzare un’iniziativa che resta lodevole nelle intenzioni, ma nei fatti priva di concretezza», è l’opinione diffusa tra gli esercenti. Le uniche aperte ieri sera erano le attività dedicate al food, sempre molto affollate con la bella stagione e con i tavoli all’aperto. Pochissimi anche i clienti in giro con le buste dei negozi, e ancora meno sono state le vendite fatturate. Un flop, insomma, che pesa sull’economia di un comparto già in ginocchio a causa di circa tre mesi di lockdown.
«Il progetto è naufragato», taglia corto Enzo D'Ottaviantonio, titolare della boutique uomo Ed’O in via Trento, tra i pochissimi a essere rimasto aperto, «non lo dico io, ma i numeri delle adesioni. Avevamo stilato un programma con l’assessore Cremonese e con le associazioni di categoria, ma che di fatto non ha avuto seguito perché non sono seguite programmazione, comunicazione e pubblicità, cosa che ha convinto tutti i commercianti indecisi a tenere chiuso il negozio. La cosa paradossale, poi, è che la gente che sarebbe dovuta venire a comprare non sapeva nemmeno che ci sarebbe stata quest’apertura straordinaria. È sempre difficile portare avanti un’idea nuova, ma credo che quest’iniziativa avrebbe avuto tutto un altro appeal con la comunicazione giusta, anche via social. Purtroppo non è stato dato il giusto risalto. Questa è una strada da perseguire in modo diverso». D’Ottaviantonio conferma di aver tenuto aperta l’attività «per coerenza» visto che è stato tra i promotori degli incontri tra Comune e associazioni di categoria, ma il prossimo fine settimana «resterà chiuso» perché «per me l’esperimento si è concluso qui». «Se nessuno aderisce», aggiunge Massimiliano Isidoro, titolare di “Scout”, «queste iniziative, seppur lodevoli, perdono senso. Bisognerebbe trovare il modo di coinvolgere tutti i commercianti. Da parte nostra c’è la volontà di continuare a percorrere questa strada fino a estate».
Di diverso avviso Eugenio Ciancetta ed Elma Eligia Lauducci di Bebè in piazza della Rinascita: «Non siamo stati informati da nessuno. Non siamo contrari a queste iniziative, anzi crediamo che gli orari vadano ripensati, perché non si possono tenere i negozi aperti mentre la gente è al mare per poi chiuderli quando è a passeggio. Occorre però pubblicizzarle in maniera massiccia per evitare che si risolvano in un buco nell’acqua». (y.g.)
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