Negozi aperti fino a mezzanotte: «Così rilanceremo il commercio»

15 Novembre 2019

La ricetta dell’assessore Cremonese per una «città bella ed elegante com’era negli anni Ottanta» Soddisfatte a metà le associazioni di categoria: «Orario più lungo soltanto d’estate o sotto Natale»

PESCARA. Negozi aperti anche di sera per rilanciare il commercio che langue in città. La «sperimentazione» come la chiama l'assessore al Commercio Alfredo Cremonese che lancia la proposta ai commercianti dopo il servizio del Centro sui tanti negozi che chiudono, sarebbe «perfetta per le notti d’estate, anche fino a mezzanotte, ma potrebbe partire anche in questi fine settimana o durante lo shopping natalizio». Alle associazioni di categoria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna, l’idea dell’assessore non dispiace, ma i rappresentanti dei negozianti mettono i paletti: «Mai chiusure notturne in inverno, sarebbe un fallimento in partenza con la carenza di utenza». Utenti che invece «bisogna riportare a Pescara come accadeva durante il boom degli acquisti negli anni 80, quando la città brulicava di turisti pugliesi, romani e napoletani che spendevano tanto». È l’obiettivo a cui sta lavorando Cremonese che sottolinea: «Pescara è una città accogliente che deve tornare ad essere bella come quando era la città dei fiori e dell’eleganza».
Decenni fa. Bisognerà lavorare per superare il «degrado e la sporcizia, la percezione di insicurezza, gli affitti, le tasse e la burocrazia che strozzano le attività, la concorrenza degli ipermercati», queste le lamentele continue dei negozianti del centro che chiedono al Comune, alla Regione, «la promozione dell’immagine della città con video e cartellonistica che indichi a chi viene dall’asse attrezzato che ci sono tantissimi parcheggi per fare shopping in tranquillità». Cremonese, nato a Baden in Svizzera, ma «pescarese nel cuore», si dichiara «d’accordo sulle proposte degli imprenditori, infatti», annuncia, «sta per partire sulle piattaforme digitali il video dell’artista Vemo che rilancia in rete i luoghi significativi della città». Poi si andrà avanti in questa direzione, «con il marketing di altissima qualità, eventi, su cui il mio predecessore Giacomo Cuzzi aveva puntato e ben lavorato, ma noi li vogliamo prolungati nel tempo e che abbracceranno tutta la città, cartellonistica in italiano e inglese, pulizia, sistemazione dei portici e dei punti luce». Pescara «sarà illuminata a giorno con il Led entro il 2020», anticipa l’assessore alle Politiche energetiche Gianni Santilli: «Entro gennaio i punti luce a via Carducci, viale Muzii, via De Amicis e dintorni» strade dove residenti e commercianti hanno più volte segnalato il buio. Le reazioni delle associazioni di categoria pescaresi sull’apertura in notturna. Franco Danelli, presidente di Confcommercio, 1400 soci: «Si, purché in estate o a ridosso del Natale. No in inverno e al massimo chiusura fino alle 22 con prolungamento dell’apertura pomeridiana dalle 17. Se i supermercati chiudono alle 21, chi deve aspettare il posto al ristorante può fare un giro per lo shopping».
Carmine Salce, Cna, 250 soci: «Le attività familiari potrebbero approfittare dell’occasione, più difficile per chi ha i dipendenti, i costi lieviterebbero. Bisogna intervenire subito sugli affitti esosi».
Gianni Taucci, direttore provinciale Confesercenti, 1500 iscritti: «L’apertura serale non funziona d’inverno, fa freddo, non c’è gente, aumenterebbero solo i costi delle attività e non tutti possono permetterselo perché bisognerebbe aumentare il personale. Sicuramente la proposta è interessante nel dopocena d’estate». La bacchettata di Taucci a chi fa affitta i locali: «I costi sono rimasti fermi agli anni Ottanta, quelli del boom economico, ma oggi è tutto cambiato. Il Comune potrebbe multare i proprietari dei locali sfitti che li tengono sporchi e abbandonati. Si potrebbe consigliare loro di mantenere il decoro con le vetrofanie che raccontano l’antica Pescara» è il suggerimento del direttore di Confesercenti. Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato, 2000 soci, va dritto al sodo: «Le attività commerciali moriranno lentamente se non si punta a strategie che portino nuova utenza in città. Necessario potenziare i collegamenti, puntare al turismo religioso ed enogastronomico. Non basta uno spot, la promozione deve durare anni e la regia deve essere regionale».