Negozi aperti fino a tardi I commercianti bocciano la proposta dell’assessore

7 Novembre 2023

Oggi il vertice sul Natale tra le associazioni di categoria e Cremonese «In inverno gli orari lunghi non servono, in estate potremmo pensarci»

PESCARA. Per qualcuno le aperture dei negozi fino a tarda sera e nei giorni festivi sono «un’opportunità», per altri l’ipotesi è «impossibile da attuare» soprattutto in un momento di crisi, con le vendite che hanno subito un rallentamento fino al 30 per cento in meno rispetto al 2022. La proposta, rilanciata dall’assessore al Commercio Alfredo Cremonese, è stata accolta con scetticismo dai rappresentanti delle associazioni di categoria che proprio oggi (alle 15.30) si riuniranno intorno a un tavolo in Comune per discutere delle prossime iniziative da mettere in campo nel periodo natalizio subito dopo l’inaugurazione delle luminarie programmata per venerdì 24 novembre, giornata del Black friday.
«Credo che l’apertura serale dei negozi possa essere interessante se attuata nel periodo estivo», sottolinea Enzo D’Ottaviantonio (Federmoda-Confcommercio), «con il freddo e il maltempo dell’autunno inverno non trovo che possa funzionare. Siamo molto soddisfatti per la decisione del Comune di accendere le luci di Natale in anticipo, porterà sicuramente gente in centro, ma non fino a tarda sera. Per la prossima primavera e per l’estate possiamo sederci intorno a un tavolo e iniziare a fare un ragionamento condiviso». Dello stesso avviso anche il presidente di Confcommercio Riccardo Padovano: «Questo è un tema che va affrontato in maniera costruttiva, facendo un ragionamento che non si limiti ai soli orari di apertura e chiusura dei negozi, ma coinvolga l’intero centro commerciale naturale dove i consumi sono calati. Bisogna pianificare gli investimenti in tema di lavori pubblici e di iniziative in vista del rilancio, e poi mettere a sistema un parcheggio da 2.500 posti auto. Pensiamo che si debba puntare sui piccoli eventi che consentono al centro di lavorare, perché non è il grande artista che porta ricchezza a Pescara o fa lavorare i commercianti, anzi con i soldi del grande artista si possono finanziare tanti piccoli artisti. Sui lavori pubblici, invece, ritengo che questa amministrazione possa investire di più per sistemare non solo corso Umberto ma anche le vie limitrofe».
Se da Confcommercio arrivano timidi segnali di apertura, più critici sono invece Gianni Taucci (Confesercenti) e Fabrizio Vianale (Confartigianato). «In linea generale», taglia corto Taucci, «in inverno le aperture serali non portano incassi, ma solo aggravi economici nella gestione del personale. Un’ipotesi plausibile potrebbe essere l’orario continuato nei weekend, ma solo se supportato da maggiori presenze». «Se ci fossero le condizioni per cambiare gli orari e renderli produttivi», rimarca Vianale, «nessuno si tirerebbe indietro. L’orario lungo funziona in città o in regioni che hanno sviluppato realmente una vocazione turistica. Pescara, purtroppo, al momento non è una città turistica e per trasformarla serve un’amministrazione che abbia il coraggio di mettere il turismo al primo posto della sua agenda. Il primo passo sarebbe creare un assessorato dedicato, staccato dal commercio, assegnato a operatori con un curriculum in questo settore. Bisognerebbe poi coordinarsi con la Regione, com’è stato fatto qualche anno fa in Puglia, stabilendo un percorso di marketing territoriale con obiettivi spalmati in 10-15 anni. Non si possono chiedere ora ulteriori sacrifici alle attività in crisi, a livello di scommessa, lo sviluppo va invece guidato dalle istituzioni».