Negozi chiusi e file dai carrozzieri La città in ginocchio conta i danni

12 Luglio 2019

Confartigianato sollecita il blocco delle tasse per un anno. Confesercenti: serve lo stato di calamità  Padovano (Sib Confcommercio): devastati tendoni, cabine e mosconi di salvataggio, un disastro

PESCARA. «Ho ricevuto oltre duecento telefonate di persone con le macchine danneggiate, ma le scorte di vetri sono già finite, bisogna aspettare». Antonio Tortora, carrozziere da 41 anni, dalla sua attività di via Tiburtina racconta quello che ripetono, da ogni parte della città tutti i suoi colleghi: mai vista la grandine di queste dimensioni, mai vista un’emergenza così grande».
«Un evento straordinario», rimarca il collega Alessio Pineto da via Valle Roveto, «la gente chiama, di richieste ne abbiamo tantissime, ma la reperibilità dei ricambi è già finita. Con un po’ di pazienza risolviamo tutto, dal cielo mercoledì mica è scesa la grandine, sono piovuti mattoni». E infatti il giorno dopo il disastro sono migliaia le macchine danneggiate (400-500 euro la spesa media per ripararle), ma non solo purtroppo. Anzi, forse sono il danno minore rispetto a quello che è seguito dopo la feroce grandinata che ha crivellato asfalti e tetti, sedie e tavolini, cabine e perfino qualche moscone di salvataggio. Ci si è messa anche la pioggia torrenziale che ha allagato la città e quindi negozi, laboratori, magazzini e attività, garage e case private. Pesantissima la conta dei danni tanto che, come fa sapere la Confesercenti, fino a ieri mattina «il 60 per cento delle attività economiche delle vie più coinvolte aveva difficoltà nel riprendere regolarmente la vendita, la somministrazione o la produzione».
Scrivono Raffaele Fava e Gianni Taucci, presidente e direttore dell’associazione di categoria: «Quello che è avvenuto ha superato ogni previsione sia in violenza che in danni, colpendo zone solitamente risparmiate dalle esondazioni di fiume e fogne. Continuiamo a essere contattati da imprese in difficoltà: siamo in piena stagione e questo disastro pesa enormemente sui bilanci delle aziende. Chiediamo un incontro immediato con i vertici degli enti locali: si rende indispensabile avviare la procedura per lo stato di calamità. La sola emergenza, per le attività economiche, non è sufficiente».
«Vendo carta e pelletteria», racconta Laura Bevilacqua dal suo negozio Buffetti, in via Chieti, «ho avuto 40 centimetri di acqua in tutto il negozio, mai successo, dopo la grandine è venuto giù un fiume di acqua terrificante che da corso Vittorio girava tutto in via Chieti. Un disastro, avevo rifatto il negozio tre mesi fa e oggi mi ritrovo con i mobili di legno gonfi d’acqua, il computer e le attrezzature che non funzionano, le attrezzature. Un disastro. Oggi (ieri ndr) non ho lavorato, spero domani di riuscire».
Un inferno che ha duramente colpito Porta Nuova, basta sentire lo sfogo della titolare del bar Stadio, ma anche i negozi del centro, i locali di Pescara Vecchia, tutta la zona di via del Circuito dove, tra gli altri, lo storico panificio D’Andrea ha avuto il laboratorio allagato. Giampiero Di Biase, presidente Giovani imprenditori di Confcommercio, ha la sua attività in via di Sotto, ai Colli: «Più che allagamenti, abbiamo avuto danni per i detriti trascinati dal fiume d’acqua che è sceso giù, per gli asfalti sollevati, la strada crollata. Se non ripristinano le griglie delle strade secondarie via di Sotto sarà sempre un fiume ogni volta che piove».
«È necessario che gli operatori tornino subito a nutrire fiducia nelle istituzioni», sollecitano da Confartigianato Imprese, il presidente Giancarlo Di Blasio e il direttore Fabrizio Vianale. «Un primo segnale sarebbe il blocco per un anno alla tassazione locale, prevedendo, trascorsi i 12 mesi, un sistema di contribuzione o un’eventuale compensazione attraverso una riduzione delle tasse. Ci troviamo di fronte a un’emergenza senza precedenti».
La stessa cosa ripete, a nome dei balneatori, Riccardo Padovano, della Sib Confcommercio: «Mai un’esperienza così devastante. La grandine ha danneggiato cabine, mosconi, giochi, tavolini, sedie, le pareti di plastica dei dehors, un disastro. Soprattutto nel tratto tra Fosso Vallelunga e il confine con Francavilla. Chiederemo qualche intervento straordinario dal governo, ma questo ci deve insegnare che dobbiamo iniziare a ragionare tenendo conto di questo clima, e a prendere decisioni di conseguenza, senza troppe chiacchiere ai tavoli. Una grandinata di questo genere, a stagione avviata, mette in ginocchio tutta la categoria».
Intanto dal comando dei vigili urbani, dove a ieri erano 25 le targhe recuperate, e sei riconsegnate, invitano i cittadini che le avessero smarrite nel pandemonio della grandinata, ad andare a verificare all’ufficio Protocollo di via del Circuito aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13 (sabato escluso). Per chi volesse chiedere informazioni, il numero da chiamare è 085.3737247.
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