Negozi chiusi nelle vie del centro «Servono aiuti per il commercio»

29 Agosto 2021

La crisi colpisce l’abbigliamento, resistono ristorazione e movida. La Cna: il Comune ci supporti di più Confesercenti: abbiamo bisogno di una città più pulita. Confcommercio: un’estate con tanti turisti

PESCARA. Attività che aprono, soprattutto nel settore della ristorazione, e dall’altro attività, anche storiche, che chiudono. E questo in città ormai già da qualche anno. Lì dove un tempo c’erano i negozi di abbigliamento e scarpe più alla moda e con le grandi firme, che attiravano compratori addirittura da fuori regione, oggi ci sono bar e pub. In molti casi, purtroppo neppure questi. Passeggiando per il centro, è tutt’altro che raro trovarsi davanti a saracinesche abbassate oppure locali sfitti trasformati in box auto. Una crisi, quella in particolare di certi settori, peggiorata con l’emergenza Covid. Per le associazioni di categoria dei commercianti, è il momento di intervenire.
«Non è un fenomeno di adesso. Sono diversi anni», fa presente il direttore della Cna, Carmine Salce, «che assistiamo ad un turnover negativo fra attività che aprono e quelle che chiudono. Il Covid poi ha finito per acuire il tutto. Resistono solo le attività del food; per le altre è una mazzata. Basta ricordarsi e confrontare le strade di 15-20 anni fa con quelle di adesso. Al posto dei negozi ci sono grandi catene. Pescara ha una tradizione commerciale importante e le amministrazioni comunali devono fare di più. Dispiace constatare che la città ha subito un depauperamento negli ultimi 30 anni. I negozi di abbigliamento erano un fiore all’occhiello. Le persone venivano da fuori per fare acquisti. Ora, invece, il polo d’attrazione si è spostato sulla movida e sul food e di conseguenza la frequentazione è più serale e notturna. Si vive insomma la sera, mentre di giorno la città è quasi deserta. A mio avviso», dice Salce, «bisogna favorire i consorzi di via, il centro commerciale naturale che noi abbiamo sempre sostenuto e quindi l'insediamento delle attività lungo le vie principali».
Per il presidente di Confesercenti, Raffaele Fava, il commercio ormai è cambiato totalmente e il Covid ha di sicuro contribuito: «Con il lockdown e negozi costretti a rimanere chiusi, la gente si è abituata a comprare su internet. Ma quello che davvero sta ammazzando il commercio è l’incertezza. L’incertezza di non sapere se si potrà continuare a restare aperti. Noi esercenti dobbiamo guardare avanti per forza di cose avanti; noi acquistiamo la merce un anno prima e con questa situazione il timore di non riuscire a venderla, come accaduto nei mesi scorsi, c’è ed è forte. Ci stiamo facendo coraggio a vicenda. Molte attività si sono trovate costrette a chiudere per i costi che rimangono sempre gli stessi. Il 20 agosto abbiamo dovuto pagare tasse vecchie e tasse nuove». Per Fava, ci sono poi le questioni turismo e pulizia: «È vero», dice, «quest’anno c’è stata tanta gente in città. Ma non è il turismo di una volta; si è molto abbassato. Oggi si sta tre-quattro giorni e poi si va via; prima invece le vacanze duravano 10-15 giorni. Ecco ci manca questo. Per non parlare della questione pulizia. La città ultimamente è sporca. Le persone non ci tengono. L’altro ieri mi sono lamentato con il Comune e ho chiesto un maggiore controllo e quindi di mettere dei vigili in borghese per fare le contravvenzioni agli incivili».
Anche per Mario Palladinetti, presidente dell’associazione Pescara Viva, bisogna fare qualcosa. «A livello generale», fa presente, «i negozi di abbigliamento sono in difficoltà per via dell’export. In ogni modo Pescara tante possibilità non le sta dando. L’estate ok, la Bandiera blu ok. Ma adesso con l'inverno cosa succederà? Covid, chiusure, aperture. Ripartire non è facile».
Per Vincenzina De Sanctis, vicepresidente di Confcommercio, «Pescara non è poi così diversa da anni fa. C’è chi chiude, chi apre e chi decide di spostarsi. E comunque», fa presente, «resta sempre una città appetibile a livello commerciale e molto attrattiva. Quest’anno abbiamo avuto tanti turisti italiani, che l’hanno apprezzata e hanno apprezzato l’Abruzzo. Chi è venuto qui da noi ha trovato soddisfazione per i vari tipi di attività che ha trovato. È andata bene, insomma. È stata un’estate positiva, tutt’ora c’è una grande affluenza di persone».