Negozi chiusi per i cantieri, sì ai rimborsi

Sospiri e Santangelo: «Il consiglio regionale approva la legge che riconosce i danni alle piccole attività»
PESCARA . Le piccole imprese commerciali e artigianali di tutto l’Abruzzo da ora in poi potranno chiedere il rimborso dei danni da mancato introito derivanti dalla presenza di cantieri pubblici davanti alle rispettive attività. Lo prevede una legge, già approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, che è stata presentata ieri dal presidente dell’assise, Lorenzo Sospiri, e dal promotore, il vice presidente Roberto Santangelo. La dotazione finanziaria complessiva, fino al 31 dicembre, è di 400mila euro; il 30% è riservato alle imprese che ricadono all’interno dei vari crateri sismici, alle quali il danno sarà riconosciuto anche se a causarlo è un cantiere privato, purché finanziato con fondi pubblici. La legge entrerà stabilmente nella prossima finanziaria, con un capitolo specifico. Va da sé che il danno per il quale viene chiesto il risarcimento dovrà essere dettagliatamente provato. Sospiri e Santangelo hanno definito il provvedimento una «legge salva-imprese», che potrebbe essere ripresa anche da altre Regioni. «La proposta è stata del vicepresidente Santangelo ed è stata sposata da tutti, compresa l’opposizione che ne ha ovviamente compreso la portata e l’importanza», ha sottolineato Sospiri. «Parliamo di una norma che sono certo verrà ripresa e copiata in tutta Italia e che per la prima volta focalizza l’attenzione su un aspetto poco considerato: si parla sempre dell’apertura di grandi cantieri pubblici per opere rilevanti per la collettività, ma è vero che se per lungaggini burocratiche quel cantiere non va avanti, subisce dei ritardi, o si ferma, c’è un tessuto produttivo che inevitabilmente ne riceve un danno economico, magari per la presenza di un ponteggio importante che impedisce l’accesso su una strada in cui ci sono negozi, attività artigiane, o la prolungata chiusura di una strada che limita anche la visibilità degli esercizi. Ecco allora che qui scatta l’applicazione della legge salva-imprese che mira proprio a coprire il danno eventualmente cagionato». Il progetto di legge, ha detto invece Santangelo, è stato pensato nel 2017, «quando non ero consigliere regionale, come prima legge di iniziativa popolare votata da diversi Comuni, L’Aquila compresa, e che poi per varie vicissitudini non è riuscita ad approdare in Consiglio regionale. Quando sono stato eletto consigliere, insieme ad alcuni dei sottoscrittori della norma e agli uffici siamo riusciti a farla diventare legge. Il provvedimento, in sostanza, garantisce un ristoro a quelle attività commerciali e artigiane che subiscono un mancato incasso per un cantiere pubblico ingombrante. Spesso quei cantieri sono inevitabili, ma comunque non devono danneggiare il tessuto produttivo. Il ristoro viene garantito sia in caso di fermo incasso parziale, sia totale, fermo restando che il privato dovrà ovviamente dimostrare esibendo le prove documentali inerenti gli incassi dei mesi precedenti al problema. E la norma prevede l’erogazione del ristoro anche per i danni causati da cantieri privati finanziati con fondi pubblici, come nel caso delle realizzazioni post-sisma 2009 o 2016/2017». Approvata la legge, la Regione ora dovrà redigere entro 45 giorni il Regolamento esecutivo, «e chiediamo alle amministrazioni di aderire a tale opportunità che stabilisce un principio di buon senso», hanno aggiunto Sospiri e Santangelo. Nella legge c’è una clausola di valutazione, «che tra un anno», hanno concluso i due esponenti di maggioranza, «ci consentirà di tracciare un bilancio, per capire se le risorse stanziate sono state sufficienti, se ci sono aggiustamenti o correttivi da inserire. Una sorta di auto-valutazione sul nostro operato». (a.bag.)

