Negozianti contro il caro bollette «Orari ridotti per tagliare i costi»

27 Settembre 2022

I titolari di bar e ristoranti elaborano un piano per poter risparmiare sull’energia elettrica e sul gas «Le fatture sono triplicate negli ultimi mesi, ora siamo costretti a lavorare solo nei fine settimana»

FRANCAVILLA. Contro i rincari sui costi di energia elettrica e gas, i commercianti di Francavilla provano a organizzarsi, in vista di un inverno che si annuncia piuttosto insidioso. Se negli ultimi due anni il pericolo più grande era legato alle chiusure generate dalla pandemia, questa volta le chiusure mirate potrebbero essere uno strumento per cercare di contenere i costi, raddoppiati se non triplicati già nel corso dei mesi estivi, nonostante il riscaldamento non sia stato utilizzato e le giornate lunghe hanno consentito di ridurre l'utilizzo dell'elettricità.
A raccontarlo sono i diretti interessati, che proprio in queste settimane studiano soluzioni per mantenere sotto controllo le spese di gestione. Tra questi c'è Valerio Cerasoli del Tennis bar, punto di ritrovo in piazza Sirena. «Sicuramente qualcosa dovremo fare per combattere delle bollette che sono raddoppiate o triplicate», spiega. «Noi soci ne stiamo parlando da qualche tempo e credo che a breve decideremo che strada prendere. Una di queste può essere senz'altro quella legata a delle chiusure mirate, magari nei giorni in cui vediamo che c'è meno afflusso. Per esempio lavorare a pieno regime nel corso del fine settimana per poi andare a ridurre gli orari negli altri giorni». E ancora: «Credo che non sia un problema solo nostro, mi è capitato di parlare con diversi colleghi e in tutti c'è la preoccupazione legata al caro bollette». A proposito di Sirena, sulla questione interviene anche il rappresentante dei commercianti Maurizio Nastasi. «Dal mio punto di vista l'unico intervento utile in una situazione del genere può arrivare dal governo», dice senza troppi giri di parole. «Penso che soluzioni legate a riduzioni di orario di lavoro o a chiusure anticipate possano essere più un palliativo che altro. Questo almeno se parliamo di energia elettrica. Chiaro che poi, se il freddo arriva prima e bisogna fare i conti anche con il riscaldamento le cose possono cambiare e in quel caso sì, ridurre l'attività lavorativa può dare una mano a contenere i costi di gestione a fine mese».
A piazza Sant'Alfonso invece c'è Lorenzo Petrongolo, che oltre al suo bar è anche il referente dei commercianti della zona. Anche qui, come un po’ ovunque, il pensiero legato ai costi delle utenze è argomento di discussione tra gli esercenti, tanto che lo stesso Petrongolo racconta: «Ognuno di noi pensa e studia la soluzione che più si può adattare alla sua attività, dal bar al negozio di abbigliamento per passare alla rosticceria. Già nei mesi di luglio e di agosto abbiamo avuto modo di vedere che il costo della sola energia elettrica è più che raddoppiato». E ancora: «Le chiusure anticipate possono essere una soluzione per cercare di tamponare, ma alla lunga non so quanto possano aiutare. Io personalmente ho già iniziato a ridurre un pochino l'orario: fino a fine agosto si lavorava anche dopo cena, adesso chiudo prima. Anche qui intorno vedo che i negozi ritardano l'accensione delle luci, cosa che prima non avveniva. Devo però dire che sono d'accordo con il collega Nastasi: senza l'aiuto del governo diventa tutto complicato. Anche perché se non lavori non guadagni, e allora restare chiusi diventa anti-economico».