Negozianti e albergatori: «Pronti a chiedere i danni ad Autostrade»

22 Gennaio 2020

Al via il periodo delle prenotazioni, ma il viadotto del Cerrano mette in crisi l’industria del turismo Confcommercio, Confesercenti e Federalberghi lamentano ripercussioni per tutte le attività cittadine

MONTESILVANO. Una catastrofe. Il blocco del viadotto autostradale del Cerrano, con la relativa deviazione dei mezzi pesanti sulla statale 16, rischia di avere ripercussioni negative sull’economia turistica di buona parte dell’Abruzzo. Alberghi, stabilimenti balneari, attività commerciali rischiano di trovarsi in ginocchio nel giro di pochi mesi: su questo i responsabili delle associazioni di categoria non hanno dubbi. E non è solo un problema dell’area compresa tra Montesilvano e Pineto, quella martoriata dal passaggio dei tir: secondo Confcommercio, Federalberghi e Confesercenti la chiusura del Cerrano rischia di avere ripercussioni sull’intero territorio regionale.
«Sono preoccupatissimo», dichiara Riccardo Padovano di Confcommercio balneatori, «già a dicembre avevamo scritto al presidente della Regione Marco Marsili e all’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, quando erano iniziate le prime disfunzioni. Il problema dei tir è stato sottovalutato», aggiunge Padovano, «e se non si sblocca rischiamo di fare un salto indietro di cinquant’anni, cosa che una parte dell’Abruzzo già ha fatto: come quando i camion a rimorchio passavano sulla nazionale e anche le case del centro di Pescara si tingevano di nero».
«A breve si entrerà nel vivo del periodo delle prenotazioni: è questione di settimane se non di giorni», spiega il referente dei balneatori, «già da fine di gennaio la gente inizia a informarsi per case vacanza e alberghi. Qui vengono famiglie, in particolare dal nord: in Lombardia e Piemonte che immagine arriva dell’Abruzzo a queste famiglie? Altro problema è il rincaro dei costi per i rifornimenti: se un fornitore ci mette un’ora in più, viene da sé che chiederà di più per rifornire una serie di attività».
Padovano annuncia che, in occasione del convegno della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) a Rimini, di cui è consigliere nazionale, vuole proporre di mettere all’ordine del giorno i problemi della dorsale adriatica, chiedendo una presa di posizione al presidente nazionale Lino Stoppani.
«Le nostre preoccupazioni sono più che giustificate», sottolinea Adriano Tocco, vicepresidente di Federalberghi, «l’Abruzzo, che per anni abbiamo presentato come regione verde e dell’ambiente, sui media e sul web è diventata la regione del traffico abnorme dei tir: chi sceglierebbe oggi di venire in vacanza in un posto così? Rischiamo di rovinare anni e anni di lavoro di promozione. Montesilvano, Pescara e il resto della costa hanno mantenuto un certo appeal in questi anni, e sarebbe un peccato veder crollare tutto».
A breve è attesa una riunione degli albergatori della zona, anche se il timore è quello di poter avere pochi canali per fare pressioni immediate: «Purtroppo è una cosa sulla quale non possiamo influire o fare pressione direttamente, perché si tratta di problemi tecnici, burocratici, amministrativi e legali», aggiunge Tocco, «e per di più siamo nel periodo in cui la gente si inizia a orientare per le prenotazioni: il nostro target è famigliare, e rischiamo di trovarci di fronte a un tracollo».
Sulla stessa lunghezza d’onda è Gianni Taucci di Confesercenti: «Le preoccupazioni iniziali stanno purtroppo diventando certezze», dice Taucci, «in queste condizioni le attività commerciali vedono la clientela allontanarsi da Montesilvano: in particolare, a ridosso della Nazionale, o si viene tardi o non si viene per niente. Di fatto sono stati interrotti i saldi: un momento in cui si fa cassa e si raddrizza un bilancio, sta diventando una catastrofe, tanto più se non si intravedono segnali positivi».
Taucci alza il tiro, e spiega che «non è un problema solo abruzzese, perché il tappo qui si ripercuote su tutta l’economia turistica a sud dell’Abruzzo. Contemporaneamente si mettono a repentaglio l’economia di un territorio e le condizioni di salute dei suoi abitanti: non va assolutamente dimenticato lo smog che respirano i residenti e chi sta in un negozio, tra l’altro vuoto!».
Con la statale 16 intossicata e l’estate 2020 che rischia di essere stroncata sul nascere, il responsabile di Confesercenti chiede che «i sindaci si assumano la responsabilità di vietare il transito dei mezzi pesanti sulla statale, e i prefetti si facciano carico di verificare che vengono prese misure a tutela di imprese e cittadini».
L’associazione di esercenti è inoltre pronta a chiedere i danni a Società Autostrade, perché «se pensa che i ponti siano sicuri, deve avviare subito una battaglia legale per farli riaprire», incalza Taucci, «non sono sicuri? Allora deve avere un piano per renderli sicuri immediatamente. In altri posti del mondo si costruiscono ponti in pochi mesi, qui invece viviamo con l’incubo che la questione si trascini per anni».
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