Nei paesi dell’Aquilano il timore per quel lago

24 Settembre 2016

Campotosto, Montereale e Capitignano, ai tantissimi danni materiali si aggiunge la fuga dei turisti e il timore che possano chiudere molte attività

MONTEREALE. Tre paesi in purgatorio dove la paura del terremoto si “sposa” con l’incertezza sul futuro. Montereale, Campotosto e Capitignano sono i tre Comuni dell’Aquilano che sono entrati nel cratere sismico del 2016. C’erano anche in quello del 2009. Due schiaffi, a distanza di poco più di sette anni, che rischiano ora di provocare danni – se pur indiretti – che potrebbero isolare ulteriormente territori che hanno già pagato, e molto, in termini di spopolamento.

I tre sindaci Luigi Cannavicci (Campotosto), Maurizio Pelosi (Capitignano) e Massimiliano Giorgi (Montereale) sono come quei generali che devono combattere una battaglia decisiva per la sopravvivenza delle loro popolazioni e sanno che hanno poche armi e ancor meno truppe. Ma non mollano. Ieri mattina, a un mese dal sisma di Amatrice, erano tutti e tre ai loro posti di comando. Le questioni da risolvere sono tante. La prima è garantire un rifugio sicuro a chi non se la sente di passare la notte in casa soprattutto quando la terra continua a dare segnali che non ha nessuna intenzione di acquietarsi. C’è in giro qualche tenda, ci sono le tensostrutture e si cercano abitazioni agibili e sicure per chi ne ha bisogno. L’emergenza in qualche modo è stata tamponata «e di questo» dice Pelosi «voglio ringraziare pubblicamente la Regione». Ora si passa alla fase due. Quella della verifica dei danni che a questo punto vanno sommati a quelli del 2009. A Montereale ci sono state quasi 900 richieste di sopralluoghi. Finora ne sono stati fatti 140 e nel 60 per cento dei casi è emersa una inagibilità più o meno grave (B o E). A Capitignano i sopralluoghi chiesti sono centinaia. Tra l’altro sono pochi i cantieri partiti con i fondi del 2009 per cui la situazione abitativa è più che precaria. La buona notizia riguarda la scuola di Capitignano. I tecnici – rivela il sindaco – hanno accertato che la percentuale di sicurezza è a 0.92, se si tiene conto che il massimo è 1 si può dire che i ragazzi e i loro genitori possono stare ragionevolmente tranquilli.

A Campotosto i sopralluoggi sono iniziati ieri mattina. Il sindaco Cannavicci dice che, sostanzialmente, nel suo paese, la ricostruzione post 2009 non è ancora partita. Nessun cantiere nel centro storico del borgo è stato ancora aperto.

Ma i primi cittadini provano già a guardare oltre. E tutto si gioca sulla necessità di non far morire una serie di attività – dall’agricoltura, all’allevamento, alla ricettività, alla ristorazione – che stavano pian piano riprendendo vigore.

La mattina del 24 agosto c’è stata la grande fuga dei romani (che hanno legami “di sangue” con l’Alto Aterno) e dei turisti che era giunti perché abbagliati dai paesaggi mozzafiato.

«Oggi dobbiamo dare segnali forti a chi vuole continuare a restare e a investire sul nostro territorio», dice Massimiliano Giorgi, «gli enti e soprattutto la Regione ci sono vicini, ma è chiaro che devono essere studiate politiche per l’occupazione che vanno dagli ammortizzatori sociali a sostegni concreti. Gli operatori economici devono avere la certezza – con i fatti – che non saranno lasciati soli». Il sindaco di Campotosto aggiunge un elemento che chiarisce ulteriormente qual è la posta in gioco. «Fino al terremoto di un mese fa chi veniva a Campotosto cercava la natura incontaminata, paesaggi d’altri tempi, buona cucina, ottima accoglienza, qualità della vita. A tutto questo ora i turisti aggiungono un nuovo elemento: la sicurezza. Quando prenotano un B&B o un albergo non vogliono solo sapere qual è il menu ma anche se c’è il certificato di vulnerabilità sismica. Ma far fare il certificato costa e gli operatori economici, già piegati da quanto accaduto il 24 agosto, non se la sentono di tirar fuori dei soldi. Perché non aiutarli? Su queste cose», continua Cannavicci, «dobbiamo confrontarci subito con le istituzioni e trovare soluzioni». Chissà, magari fra qualche anno per avere il titolo di borgo più bello d’Italia (come lo era anche Amatrice) bisognerà verificare pure il grado di vulnerabilità degli edifici. A Campotosto c’è un’altra questione che non passa mai di moda. La tenuta delle dighe del grande lago artificiale. Il sindaco (che tra l’altro è ingegnere ed ex funzionario Enel) dice che l’Enel lo ha rassicurato più volte. Ma non è il caso di abbassare la guardia.

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