Nel centro storico bello ma deserto Obiettivo: rilancio

Sabato mattina a spasso tra i suggestivi vicoli e il belvedere: ci sono i servizi, ma mancano attrattive per turisti e visitatori
MONTESILVANO. Un borgo storico da consolidare per scongiurare rischi idrogeologici, ma anche da rilanciare da un punto di vista turistico e commerciale. All’indomani dell’annuncio dell’imminente avvio dei lavori di messa in sicurezza del versante orientale di Montesilvano Colle, possibili grazie a un milione di euro di fondi ministeriali, resta ancora aperta la partita del rilancio della zona più antica della città adriatica.
Seppure negli ultimi anni siano stati realizzati degli interventi anche importanti, come la riqualificazione di piazza Calabresi terminata nei mesi scorsi, resta ancora molto da fare per cercare di ripopolare le stradine del borgo che oggi appare quasi una città fantasma. I residenti in realtà non mancano, così come sono presenti diversi servizi - ufficio postale, negozio di generi alimentari, bar, tabaccaio, chiesa, scuola, ristoranti, autobus - potenziati negli ultimi anni con l’apertura del dispensario farmaceutico e della delegazione comunale, e che a breve si arricchiranno di una nuova corsa di bus utile a servire le nuove abitazioni di contrada San Giovanni. Eppure, vedere i montesilvanesi, e soprattutto i turisti, passeggiare nel borgo è cosa davvero rara. Fanno eccezione gli anziani, che da due anni sono tra i principali beneficiari dell’ufficio comunale che ogni mattina, dalle 9.30 alle 12 circa, può contare sulla preziosa presenza di Nino Febbo, ex dipendente in pensione del Comune che, dopo 43 anni di servizio, ha scelto volontariamente di restare al servizio dei suoi concittadini nel borgo dove è nato e cresciuto. Tra vecchi registri di nascita, morte e matrimoni – datati 1809/1905 – Febbo contribuisce a sbrigare pratiche per chi è impossibilitato a raggiungere la marina.
A mancare, è soprattutto quel valore aggiunto, quell’attrazione, che possa spingere locali e forestieri a salire al Colle da dove si apprezza una splendida vista sul mare e sulla Bella addormentata e che, nel 2018, è entrato a far parte dei Borghi autentici d’Italia. È per questa ragione che il sindaco Ottavio De Martinis e l’assessore al Turismo Deborah Comardi, hanno deciso di inserire il centro storico nel piano di sviluppo turistico della città, immaginando che possa trasformarsi, nel periodo invernale, in un “borgo del Natale” in grado di attrarre visitatori destagionalizzando l'offerta. Un’idea che, seppure non da scartare, da sola rischia di non bastare secondo Bruno Peca, vulcanico commerciante e imprenditore della città adriatica che da tempo ha deciso di scommettere su Montesilvano Colle con il suo Br1. «Ovviamente sono favorevole a qualsiasi iniziativa o evento che possa rilanciare e riqualificare il borgo storico di cui si parla sempre ma sul quale si agisce poco», commenta. «Ma puntare solo sul Natale, magari replicando iniziative simili a tanti altri paesi vicini, non basta. Da tempo dico che bisogna scommettere sulla cultura e sull’arte, creando un museo a cielo aperto per le strade del borgo. Così come ritengo che l’amministrazione comunale debba essere più rigida su alcuni dettagli: basta riqualificazioni di palazzi che non tengano in considerazione il contesto, deturpando il paesaggio; o fioriere di plastica, insegne luminose a neon e rattoppi di asfalto sui sampietrini».
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