Nel centrodestra si apre il fronte Pescara

La quinta riunione per lo spoil system finisce per creare una nuova spaccatura nella coalizione
PESCARA. Non c’è pace nel centrodestra regionale: dopo lo “sgarro” di Montesilvano alla Lega si apre anche il fronte Fdi contro Forza Italia a Pescara. E le spaccature fra gli alleati della coalizione che a marzo ha centrato il bis alle elezioni diventano due. Come quelle pizze in un celebre film di Totò.
La riunione di maggioranza, andata in scena ieri pomeriggio a Pescara, nella sede regionale di Forza Italia, non si è chiusa con abbracci e strette di mani tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, da una parte, e la Lega dall’altra, dopo l’affronto che quest’ultima ha subito a Montesilvano dove il partito di Salvini è stato sfrattato dalla giunta. La Lega però ha assunto ieri il ruolo di “divertita” spettatrice quando è improvvisamente esplosa, tra i meloniani e i forzisti, la lite sul caso Pescara, con i primi che sono arrivati a minacciare di non presentarsi al primo Consiglio comunale del capoluogo adriatico previsto per venerdì prossimo. E lo spoil system?
Il tema principale del quinto vertice di maggioranza per decidere la spartizione delle nomine nelle società partecipate e controllate dalla Regione, è passato in second’ordine. Anche se Forza Italia ha chiesto la conferma della Tua; FdI ha manifestato l’interesse per la Sangritana oltre che il bis sia in Abruzzo Progetti che per l’Ad di Fira, riservandosi però la possibilità di scegliere altri nomi ai vertici; mentre la Lega, dal canto suo, ha proposto per sé l’Ersi e l’Arap, opponendosi in modo deciso al commissariamento di quest’ultima caldeggiato da Fratelli d’Italia.
Sulla spartizione della Ater è invece scoppiato un altro casus belli dopo che Fratelli d’Italia ha piazzato tre pedine sulle Aziende territoriali dell’Aquila, Teramo e Chieti, e Forza Italia su quella di Pescara, lasciando alla Lega l’Ater lancianese.
Apriti cielo! Anche il Carroccio ambisce a un capoluogo di provincia e, opponendosi ai due alleati, ha finito per fare un favore al delegato in giunta, Nicola Campitelli e a Fausto Memmo, presidente dell’Ater frentana che fa capo, politicamente, al consigliere ex leghista passato con Fratelli d’Italia. Chi glielo dice ora a Campitelli che, sull’Ater di Lanciano, FdI lo ha praticamente scaricato e proprio la Lega gli ha lanciato il salvagente?
Di fatto però non si è mossa foglia perché tutto ciò che si è appena elencato è rimasto nell’alveo dei desiderata. Nulla di più. Invece sulle spaccature incrociate ci sarà molto da scrivere nei prossimi giorni. Dal caso Montesilvano, che ha spinto ieri la Lega, ex azionista di maggioranza, ad accusare i due alleati di aver violato le regole, non scritte, di coalizione; al nuovo fronte bellico di Pescara dove Fratelli d’Italia, ora dominus del centrodestra regionale, minaccia di disertare il Consiglio. Il potere logora entrambi: chi non ce l’ha e chi lo possiede. Presenti alla riunione: per Fratelli d’Italia i senatori Etel Sigismondi, segretario regionale del partito, e Guido Liris, il deputato Guerino Testa e il capogruppo Massimo Verrecchia; per la lista del Presidente, Luciano Marinucci; per la Lega il segretario regionale e sottosegretario di Stato Luigi D’Eramo, la sua vice Sabrina Bocchino, e il capogruppo Vincenzo D’Incecco; per Forza Italia il segretario regionale Nazario Pagano, il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri e il capogruppo Emiliano Di Matteo. Non ha preso parte al vertice Noi Moderati, infatti per la prima volta erano assenti sia la vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia che il segretario regionale, oltre che ex deputato, Paolo Tancredi. (l.c.)
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