Nel degrado il carrello dei minatori morti

MANOPPELLO. In quest'ultimo periodo, a Manoppello, si è molto parlato delle lapidi dimenticate che ricordano i 262 minatori morti a Marcinelle (Belgio) l'8 agosto 1956. Diverse sono le lamentele per...
MANOPPELLO. In quest'ultimo periodo, a Manoppello, si è molto parlato delle lapidi dimenticate che ricordano i 262 minatori morti a Marcinelle (Belgio) l'8 agosto 1956.
Diverse sono le lamentele per lo stato di abbandono della stele ormai non più leggibile, apposta dai sindacati unitari nel 1958, che riporta uno stralcio di un famoso discorso tenuto alla Camera dei deputati dall'onorevole Umberto Terracini, politico e antifascista, nonché presidente dell'Assemblea costituente.
Ma c'è qualcos'altro oggi che è motivo di indignazione e che viene segnalato: la trascuratezza e lo stato di abbandono in cui è tenuta la piccola area sotto i portici, lato corso Santarelli, dove è collocato un carrello utilizzato nella miniera del Bois du Cazier per il trasporto dell'allora prezioso carbone, dono della città di Charleroi.
Il carrello poggia su due spezzoni di binario circondati da ciottoli di breccia bituminosa, che bene rappresenta la triste realtà in cui operavano i minatori, tra i quali 23 erano manoppellesi.
Il vulnus civico è rappresentato da una quantità esagerata di deiezioni di cani e gatti che, oltre a deturpare la vista, emanano anche un cattivo odore.
Se si sposta lo sguardo a destra e sinistra del carrello, si notano due vasi bianchi ovviamente spogli e senza fiori, e con la terra smossa dagli animali. Una situazione di degrado di uno dei simboli della tragedia di Marcinelle che crea imbarazzo e dissenso tra i cittadini di Manoppello.
Una scritta emblematica su una targa posta su un lato del carrello recita: «Omaggio del Comune di Marcinelle ai figli di Manoppello caduti al Bois du Cazier l'8 agosto 1956».
I manoppellesi, quindi, si appellano alla sensibilità del sindaco Giorgio De Luca per trovare una soluzione per poter recuperare la dignità di questo monumento storico e pieno di significato per tutti gli abruzzesi. (w.te.)
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