Nel ghetto fantasma di via Tavo: «Qui comandano gli spacciatori»

13 Marzo 2023

I residenti: «Il traffico di droga è controllato dagli extracomunitari, il via vai di gente è continuo» Pettinari (M5S): si arrampicano sulle grondaie ed entrano nelle case murate attraverso le finestre

PESCARA. Entrano ed escono come se nulla fosse. Ma non passano dai portoni, che sono murati: si arrampicano su per le grondaie, raggiungono balconi e finestre e il gioco è fatto. Il Ferro di cavallo di via Tavo, svuotato nei mesi scorsi in vista dell’abbattimento (per costruire nuovi edifici), è alla mercé di spacciatori e tossicodipendenti che riescono ad entrare negli alloggi vuoti del primo piano, e non solo. Ieri notte chi vive a pochi passi da lì si è accorto distintamente dell’assalto a un appartamento del secondo piano. «Si sono arrampicati su una grondaia, hanno raggiunto un balcone e sono entrati nell’appartamento», dice Lorenzo, un residente.
LO SPACCIO PROSEGUE «Hanno preso possesso del palazzo, per lo spaccio, gli extracomunitari, che circolano con le bici. Anche se la situazione non è paragonabile a prima, quando era un vero e proprio far west, lo smercio prosegue. E continuano a vedersi le prostitute che vengono a comprare la droga. Si nota gente che si sposta tra il Ferro di cavallo e i palazzi Clerico, dove c’è sempre una capanna allestita da senzatetto e sbandati». Insomma non c’è da sentirsi sicuri visto che «a mia madre hanno rubato le gomme dell’auto: era parcheggiata davanti al garage. Evidentemente se le vendono, così come vendono tutto ciò che trovano negli appartamenti, dove è stata lasciata molta roba, a partire dagli armadi pieni per finire con i motori dei condizionatori». Se il piano terra è inaccessibile, perché murato, «il primo piano è stato già visitato e ora anche il secondo», racconta. «Non oso pensare cosa (e chi) troveranno, lì dentro», quando avverrà la demolizione. «Chissà che non ci nascondano la droga», commenta.
inerpicati sulle grondaie Ne sa qualcosa il coordinatore provinciale del Movimento 5 stelle e vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari che si è sempre battuto per contrastare il market della droga al Ferro di cavallo, dove le telecamere delle tv nazionali sono arrivate più volte per testimoniare lo spaccio h24. Ora i residenti non ci sono più, ma lo spaccio sì. «Mi sono appostato in auto», racconta Pettinari e «ho notato alcune persone affacciate alle finestre del primo piano, una persona seduta in uno sgabuzzino a piano terra con un banchetto davanti, a mo’ di bottega della droga, e una ragazza che si arrampicava sulla grondaia e arrivava al balcone del primo piano, scavalcando. Ogni tanto arrivava qualcun altro, nella corte interna». Tutto ripreso con il cellulare.
Difficile dire cosa accada oltre quelle finestre. «Sicuramente si infilano lì dentro per non farsi vedere, sanno che le forze dell’ordine non si arrampicherebbero». Per Pettinari è indispensabile «bonificare subito quel ghetto, un posto desolato che appare più pericoloso di prima, con quelle persone “in vetrina”, alle finestre, ad attendere chissà cosa. E poi c’è sporcizia ovunque, a livelli indicibili», conclude Pettinari, costretto ad andare via perché gli hanno «lanciato una bottiglia sull’auto».
SLITTA LA DEMOLIZIONEPer l’abbattimento e la costruzione di due edifici (54 alloggi) al posto del Ferro di cavallo c’è ancora da attendere. La procedura per affidamento dei lavori, avviata il 28 novembre del 2022 dall’Ater (presidente Mario Lattanzio), sta richiedendo più tempo del previsto: dopo la proposta di aggiudicazione (che risale al 24 gennaio) si attende di ricevere tutta la documentazione ed è stata concessa una nuova proroga (fino al 20 marzo) per la presentazione del progetto definitivo relativo alla costruzione dei due nuovi edifici. Per la demolizione, che dovrebbe prendere il via a metà aprile, è disponibile un finanziamento di un milione e 540 mila euro: i lavori, (importo gara 1.214.041,37 euro) andranno conclusi in 120 giorni.