Nel nome di Nassiriya «Ma non chiamateci eroi»

Il generale Toschi e la presidente emerita Pivetti assenti alla cerimonia del Premio Tra i sopravvissuti presente il tenente De Rasis: «Gli iracheni rispettavano l’Arma»
MONTESILVANO. Quindici anni dalla strage di Nassiriya al contingente militare italiano in missione di pace in Iraq. Undici dall’istituzione del premio omonimo nel Comune di Montesilvano per commemorare il tragico anniversario alla base Maestrale, conosciuta anche come “Animal House” in cui persero la vita 19 persone, di cui 17 militari italiani. Ieri, nel giorno in cui la cronaca ha registrato un altro attentato terroristico a Kabul, in Afghanistan, a Palazzo Baldoni il sindaco Francesco Maragno ha conferito le aquile d’argento, simbolo del prestigioso riconoscimento, a quattro personalità.
Si tratta della presidente emerita della Camera dei deputati Irene Pivetti, del comandante generale della Guardia di finanza Giorgio Toschi, del giornalista Rai Duilio Giammaria e del tenente dei carabinieri Vittorio De Rasis, sopravvissuto all'attentato nel 2003, l’unico ad aver ritirato di persona il premio.
«Non chiamateci eroi di guerra», ha detto De Rasis, «non siamo mai andati a Nassiriya per combattere nessuna guerra. Il contingente dei carabinieri presente a Nassiriya nel 2003 non era una forza di occupazione, piuttosto la nostra è stata una presenza discreta e dialogante in quella difficile fase di transizione verso la democrazia. Mentre l’Iraq era sotto la feroce dittatura di Saddam noi eravamo visti dai cittadini come gli unici in grado di tutelare l’ordine, la sicurezza pubblica e i diritti civili. La nostra caserma era al centro della città, eravamo lì per portare la pace. Aiutavamo i poliziotti a ricostruire e gli iracheni ad avere una vita normale e ordinaria». De Rasis, ferito gravemente durante l’esplosione, riuscì a essere tratto in salvo. Con lui, ieri a Montesilvano, erano presenti altri due colleghi di quel contingente sopravvissuti alla strage: il tenente Maurizio Lucchesi e il brigadiere Paolo Di Giovanni. «Pensammo subito che a scatenare l’attentato non potevano essere stati i cittadini iracheni», racconta De Rasis ripercorrendo quei terribili giorni, «dopo infatti fu dimostrato che fu ordito da un’organizzazione terroristica allo scopo di portare quel Paese di nuovo nel caos e nella dittatura. Di Nassiriya mi è rimasta l’umanità dimostrata in quei giorni dagli iracheni».
La cerimonia di consegna del premio Nassiriya, moderata dalla giornalista Elisabetta Guidobaldi, ha visto la partecipazione del prefetto e del questore di Pescara, Gerardina Basilicata e Francesco Misiti, e di tutte le forze dell’ordine attive sul territorio comunale, provinciale e regionale. A premiare De Rasis sono stati Maragno e il colonnello Marco Riscaldati, comandante provinciale dei carabinieri. Oltre alle aquile d’argento sono state assegnate anche targhe e pergamene ad altri membri delle forze dell’ordine «che si sono particolarmente distinti per la loro attività a servizio della comunità locale». Come il nucleo operativo radiomobile della compagnia dei carabinieri di Montesilvano, premiato dall’assessore Valter Cozzi, da Riscaldati e dal comandante dei carabinieri di Montesilvano Luca La Verghetta. O come il comandante della stazione dei carabinieri di Montesilvano Domenico Addesi, che ha ritirato la targa indirizzata a tutti i suoi uomini attivi quotidianamente sul territorio «qualificandosi come indispensabile baluardo di legalità e ineludibile punto di riferimento». Nella stessa occasione sono stati premiati anche l’assistente commissario Marco Melone, sezione Polizia stradale di Pescara, per aver salvato un uomo che stava annegando in prossimità della diga di Penne, il dirigente della squadra mobile della polizia di Pescara Dante Cosentino e tanti altri esponenti delle forze di polizia che hanno profuso il loro impegno per contrastare l’illegalità, i carabinieri forestali, i finanzieri, i vigili del fuoco, la direzione marittima di Pescara, la guardia di finanza, la Polizia municipale, la Croce Rossa e la Misericordia.
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