Nel nuovo piano 121 posti letto in più

8 Luglio 2018

La Regione invia a Roma la riprogrammazione degli ospedali. Atessa resta presidio di area disagiata, proroga per Popoli

PESCARA. La sanità abruzzese torna all’esame del Tavolo di monitoraggio del ministero della Salute e dell’Economia con due documenti: la proposta di organizzazione della rete extraospedaliera, e il cosiddetto Allegato C, dove vengono mappati, struttura per struttura, i cambiamenti intervenuti nell’organizzazione della sanità ospedaliera regionale, compresi alcuni provvedimenti, illustrati e motivati nel dettaglio, adottati in deroga alla legge Lorenzin. Le deroghe riguardano in particolare l’ospedale di Atessa e l’ospedale di Popoli. I documenti sono stati inviati a Roma giovedì scorso, il parere del Tavolo ministeriale è previsto per il 26 luglio.
COSA DICE IL MINISTERO. La riorganizzazione delle strutture si basa sul numero massimo di posti letto comunicato dal ministero su base regionale, che prevede per la Regione Abruzzo una dotazione massima consentita di 3.929 posti per acuti. Un dato che eccede di 121 posti letto il valore programmato nel 2016 dall’assessorato regionale, che è di 3.808 posti letto. Posti, dunque, che possono essere rimessi in “produzione”.
L’OSPEDALE DI ATESSA. La novità più importante riguarda l’ospedale di Atessa, che esce dal club degli ospedali riconvertiti o riconvertibili (con «l’apertura di un percorso di sperimentazione») per restare Ospedale di zona particolarmente disagiata, con l’attivazione di 28 posti letto per la sussistenza dei requisiti previsti di «area premontana e parzialmente meteorologicamente ostile con rete viaria complessa».
La classificazione della struttura, si legge nella relazione inviata al ministero dall’Agenzia sanitaria regionale, può essere consentita «soprattutto in prospettiva della necessità di un processo di accompagnamento alla riprogettazione della Rete ospedaliera regionale, tale da garantire l’equità nell’accesso anche per le comunità più distanti» ai trattamenti a bassa complessità. Ma Atessa gode di un altro vantaggio rispetto ad altri ospedali già riconvertiti nell’ormai lontano 2010, come Gissi, Casoli, Guardiagrele, Pescina, Tagliacozzo, per il fatto di collocarsi «nell’ambito dei poteri legislativi regionali», spiega l’assessore Silvio Paolucci, «mentre per modificare la rete ospedaliera secondo i desiderata dei sindaci (il riferimento è la presentazione a Ortona della proposta di emendamento alla legge Lorenzin, ndr.) occorre che intervenga il legislatore nazionale».
L’OSPEDALE DI POPOLI. Per Popoli viene prevista l’attivazione di 48 posti letto, ma in questo caso siamo di fronte a una proroga di 36 mesi rispetto al piano di riconversione. Se fra tre anni non interverranno norme nazionali mirate, Popoli tornerà ad essere un polo riabilitativo.
Nel documento inviato a Roma si parla anche dei Dea di II livello Pescara-Chieti e Teramo-L’Aquila. Ma dal tavolo Paolucci si aspetta solo un «parere dinamico», cioè interlocutorio, vista la complessità di un iter che richiede più provvedimenti integrati.
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