Nel resort 40 appartamenti L’impresa tratta con il sindaco
Francavilla, la costruzione sul mare ferma da 8 anni: primo incontro per il cambio d’uso Una delibera del 2013 blinda la trasformazione dalla destinazione turistica a residenziale
FRANCAVILLA. Il Residence Le Vele sarà portato a termine ma non sarà, come originariamente previsto, una struttura turistico-alberghiera con 56 stanze ma un palazzo con 40 appartamenti. Dunque il cantiere abbandonato ormai da 8 anni situato sulla riviera di Francavilla al Mare subito dopo il confine con Pescara dovrebbe riaprire i battenti nei prossimi mesi e portare a termine un lavoro prima iniziato e poi interrotto temporaneamente per decisione della magistratura dopo gli esposti di diverse associazioni ambientaliste che denunciavano come quel terreno fosse demaniale. Ipotesi smentita, poi, dalle indagini.
L’impresa costruttrice, la Abruzzo Property & Resort srl, già nel 2013 aveva chiesto al Comune il cambio di destinazione d’uso del Residence Le Vele di viale Alcione da residenze turistico alberghiere (il progetto iniziale prevedeva invece appartamenti per vacanza) a residenziale, ovvero appartamenti. La giunta comunale guidata dal sindaco Antonio Luciani, con una delibera del marzo del 2013, ha approvato la proposta dell’impresa mediante la corresponsione del plusvalore a favore del Comune pari a un milione e 289 mila euro. In sostanza, con tale approvazione risalente a quasi quattro anni fa l’impresa costruttrice, in qualsiasi momento, versata tale somma nelle casse comunali potrà riprendere i lavori e costruire quaranta appartamenti affacciati sulla spiaggia. Proprio l’altro ieri, due rappresentanti della Abruzzo Property & Resort hanno avuto un colloquio con il primo cittadino nel corso del quale hanno palesato l’idea di poter riprendere in un termine medio i lavori.
Come riferisce il sindaco Luciani, ci sarebbero alcune questioni di tipo bancario da risolvere prima di poter riavviare il cantiere e proprio in seguito alle richieste degli istituti bancari venne chiesto il cambio di destinazione d’uso dato che per le banche sarebbero certamente più sicuri, dal punto di vista dell’investimento, gli appartamenti rispetto a una struttura alberghiera. «Alla ditta costruttrice», riferisce Luciani, che la settimana scorsa riferiva di sapere come imminente il cambio di destinazione d'uso, «visto che lì davanti a breve ci saranno i lavori per la costruzione della pista ciclabile, ho strappato due promesse: la prima è che possano dare un’aggiustata alla recinzione del cantiere e che possano renderla più decorosa; mentre la seconda riguarda le sistemazione delle due aree pubbliche destinate al Comune in base agli accordi presi all’epoca che in questo modo potranno tornare a disposizione della collettività». Le due aree sono una da 1.400 metri quadrati con destinazione a verde pubblico e l'altra da 350 metri quadrati con destinazione parcheggio.
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